POZZUOLI – La riapertura delle scuole si trasforma in una corsa contro il tempo a Pozzuoli. A 27 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, il Comune e la Città Metropolitana sono impegnati negli interventi necessari per recuperare gli edifici danneggiati dal terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio.
Sono 14 gli edifici scolastici interessati dagli effetti della scossa, con situazioni molto diverse tra loro: in alcuni casi si tratta di lesioni a tramezzi, controsoffitti e infissi, mentre negli istituti maggiormente colpiti i problemi riguardano anche murature portanti, scale, aule e locali di servizio.
Uno scenario che apre inevitabilmente il problema della sistemazione degli studenti qualora alcuni edifici non dovessero essere pronti per la ripresa delle lezioni. Tra le ipotesi restano quindi delocalizzazioni e doppi turni, almeno per gli istituti dove non sarà possibile completare gli interventi in tempo.
La relazione dopo il sisma
Il quadro emerge dalla relazione predisposta per sostenere la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale avanzata dal sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni dopo il terremoto.
Il documento, sottoscritto dai dirigenti comunali competenti per Protezione Civile, Lavori Pubblici e Patrimonio, distingue gli edifici scolastici tra quelli non utilizzabili o interdetti e quelli che possono continuare ad essere utilizzati soltanto parzialmente.
Per gli edifici con danni più contenuti sono già in corso lavori che, secondo le previsioni, potrebbero consentire di recuperare completamente gli spazi prima dell’avvio dell’anno scolastico.
Più complessa, invece, la situazione dei plessi maggiormente compromessi.
La Marconi tra gli edifici più danneggiati
Una delle situazioni considerate più delicate riguarda la scuola materna ed elementare Marconi. Le verifiche hanno evidenziato gravi problemi alle murature portanti e alle divisioni interne.
Il livello di compromissione descritto dai tecnici è tale da determinare un rischio di cedimento anche in presenza di ulteriori sollecitazioni di modesta entità. Una condizione che rende necessario un intervento particolarmente approfondito prima di poter ipotizzare il ritorno degli alunni all’interno della struttura.
Problemi importanti sono stati rilevati anche nel plesso elementare dell’IC4 Pergolesi di Arco Felice, dove il terremoto ha provocato danni diffusi alle parti non strutturali dell’edificio, comprese tramezzature e tamponature, interessando anche aule e locali di servizio.
Alla Quasimodo-Collodi, invece, le criticità riguardano diversi ambienti: auditorium, palestra e scale. È stato inoltre registrato il crollo di una porzione di muro in tufo nei pressi dell’ingresso del piano seminterrato.
Danni anche alla scuola dell’infanzia Borsellino, dove le verifiche hanno evidenziato lesioni in più punti dell’edificio, comprese alcune aule.
Superiori, problemi al Tassinari, Pitagora, Virgilio e Pareto
L’emergenza riguarda anche diversi istituti superiori.
All’Itis Tassinari, nella zona del porto, sono stati riscontrati distacchi di elementi non strutturali e lesioni alle tramezzature. Il plesso resta interdetto in attesa degli interventi di messa in sicurezza.
Al Pitagora di Toiano il terremoto ha provocato il distacco di controsoffitti in alcuni laboratori, rendendo necessario vietarne temporaneamente l’utilizzo.
Situazione delicata anche al liceo Virgilio, nella zona della Solfatara. Le lesioni interessano elementi non strutturali, tramezzature interne e tamponature presenti su più livelli dell’edificio. Le condizioni riscontrate non permettono al momento un utilizzo in sicurezza di diversi ambienti destinati sia alla didattica sia alle attività amministrative.
Meno pesanti i danni registrati al Pareto di Arco Felice, dove sono state individuate lesioni alle tramezzature e alla facciata esterna. In questo caso l’obiettivo è completare rapidamente i lavori necessari per garantire l’apertura della scuola.
Danni anche a Monterusciello
La particolarità del terremoto del 31 luglio è rappresentata anche dall’estensione dei danni verso zone più lontane dall’area epicentrale.
Problemi sono stati infatti registrati anche a Monterusciello, quartiere realizzato dopo la crisi bradisismica degli anni Ottanta proprio per trasferire parte della popolazione puteolana verso un’area considerata più sicura.
Alla scuola media dell’IC2 De Amicis-Diaz sono stati individuati danneggiamenti nella palestra, che è stata interdetta.
Nel vicino plesso Italo Svevo dell’IC3 Rodari-Annecchino, invece, alcune aule non potranno essere utilizzate a causa delle lesioni riscontrate all’interno dell’edificio.
Entrambe le scuole sono considerate parzialmente utilizzabili.
Analoga classificazione per la scuola media Giacinto Diano, dove alcune aule sono state chiuse per la presenza di fessurazioni nelle tramezzature, e per altri istituti del territorio, tra cui il plesso dell’IC5 Artiaco, il San Martino e la scuola di Agnano-Pisciarelli.
La corsa per salvare l’inizio dell’anno scolastico
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Tecnici e operai stanno intervenendo contemporaneamente su più edifici con l’obiettivo di recuperare il maggior numero possibile di aule.
Per le strutture con danni superficiali la prospettiva resta quella di una riapertura regolare. Per gli edifici maggiormente compromessi, invece, sarà necessario individuare soluzioni alternative per garantire la continuità delle lezioni.
Con l’avvicinarsi della prima campanella, il terremoto del 31 luglio lascia così a Pozzuoli una nuova emergenza: trovare in poche settimane spazi sicuri per migliaia di studenti e scongiurare, dove possibile, il ricorso ai doppi turni e allo spostamento delle classi in altri edifici.


