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Cronaca

Caso Cerciello Rega: irregolarità e contraddizioni, sotto inchiesta il collega Varriale

Nel racconto di Andrea Varriale sulla notte in cui il collega Mario Cerciello Rega è stato assassinato sono emerse alcune irregolarità e contraddizioni. Per questo la Procura Militare ha aperto su di lui un fascicolo d’inchiesta. Il legale di Finnegan Lee Elder commenta: ha mentito a verbale.

Le irregolarità

Sono molte le irregolarità su cui Andrea Varriale dovrà dare spiegazioni.

Uno dei principali punti oscuri  su cui si  dovrà fare chiarezza riguarda il motivo per cui sia lui stesso che il collega Mario Cerciello Rega fossero disarmati, senza pistole né manette né tesserino, nella notte in cui il vicebrigadiere è stato assassinato.

Secondo il regolamento, all’operazione a cui hanno partecipato i due carabinieri in borghese sarebbe dovuta essere affiancata la presenza di altri militari in divisa. Questo affinché al pericolo della situazione si potesse far fronte con un numero adeguato di carabinieri.

Il carabiniere sotto inchiesta dovrà inoltre spiegare alla procura quali fossero i rapporti con Sergio Brugiatelli, figura nota alle forze dell’ordine coinvolto nello spaccio nella zona del Trastevere. 

Le contraddizioni

Il carabiniere Andrea Varriale in un primo verbale avrebbe sostenuto di avere con sé la propria arma. Successivamente, davanti ai pm avrebbe confessato di non portare con sé la pistola d’ordinanza.

A tal riguardo, Roberto Capra, uno dei legali che difende Finnegan Lee Elder, ha commentato: “Un pubblico ufficiale, principale testimone dell’omicidio, ha mentito a verbale e risulta inattendibile.”.

 

 

Tags : carabiniereMarioCercielloRegaOmicidioCercielloRega

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