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Ambiente

3 Abitudini da adottare per un 2020 più sostenibile

2020

Anno nuovo, vita nuova: perchè non far partire il 2020 con il piede giusto riducendo al tempo stesso la propria impronta ecologica?

Ecco delle abitudini da adottare per rendere le nostre vite sempre più sostenibili.

Un cambiamento necessario

Che siate scesi in piazza per l’ambiente ogni venerdì o no, quello del cambiamento climatico è un problema reale, inevitabile e noto da ben prima che la tenace Greta Thunberg nascesse.

Sul pianeta siamo in tanti e il consumo eccessivo di risorse ha enormi ripercussioni sull’ambiente che ci circonda e sulla nostra quotidianità.

Fin dagli anni ’50 sono stati registrati dati sempre più preoccupanti dal punto di vista ambientale. Le previsioni fatte sulle future condizioni della Terra risultano sempre più reali. Basti pensare ai recenti fenomeni atmosferici che hanno colpito lo Stivale per rendersi conto che quello predicato negli ultimi 70 anni non è una fantasia da romanzo post-apocalittico, ma un problema reale.

Non temete, abbiamo ancora un po’ di tempo per salvare ciò che rimane del nostro pianeta natale, o scoprire come abitarne uno nuovo. In ogni caso, non si fa mai male a migliorare le proprie abitudini per salvaguardare l’ecosistema, che sia quello della Terra o di Marte.

Noi terrestri abbiamo il genio di rovinare le cose grandi e belle. La sola ragione per cui non abbiamo messo delle bancarelle di hot dog nell’antico tempio egizio di Karnak è perché si trova fuori mano e commercialmente non serve a nulla. E l’Egitto è una piccola parte della Terra. 

[Cronache Marziane – Ray Bradbury]

In questo articolo non troverete la panacea per ogni male, ma con un un po’ d’impegno e di consapevolezza, potremmo evitare di sovraccaricare ulteriormente il pianeta con nuovi rifiuti. E nel frattempo, magari risparmiare qualcosina per il futuro, del resto i viaggi spaziali non sono economici!

1) Riciclare con attenzione

So cosa state pensando: quello dello smistare i rifiuti nei raccoglitori appositi non è esattamente un consiglio rivoluzionario e non risulterà un processo complesso ai veterani, ma vi stupirà sapere quanti errori vengono fatti ogni giorno nel tentativo di fare la raccolta differenziata. Per esempio: sapete dove vanno gettate le posate monouso? E la carta forno, gli scontrini? Purtroppo dei tre prodotti, nessuno può essere riciclato. Anzi, smistati in modo errato possono generare problemi nelle fasi del riciclo, rendendo inutilizzabili interi lotti di rifiuti a cui dare nuova vita. Ci sono parecchi miti da sfatare sul riciclo degli imballaggi che maneggiamo tutti i giorni e alcuni errori vengono fatti con le migliori intenzioni. Consultare il sito dell’ASIA o degli enti che si occupano del riciclaggio di materiali specifici può togliere molti dubbi, sia sulle modalità sia sui prodotti. E rendere più efficiente un processo che consente di riutilizzare al 100& alluminio, vetro e carta (anche se quest’ultima “solo” fino a 7 volte).

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2) Sostituire oggetti di uso quotidiano con varianti più sostenibili (e durature)

Nell’arco di una giornata, usiamo tantissimi oggetti senza renderci conto di quanto impatto abbiano sull’ambiente. Alcuni prodotti non possono essere riciclati, altri solo parzialmente (plastica in primis), cosa si può fare?
Usare delle alternative più eco-friendly, spesso meno costose sul lungo periodo. In ogni stanza della nostra casa c’è almeno un oggetto che finirà inevitabilmente nell’indifferenziato, pur avendo un’alternativa più sostenibile e altrettanto valida. Del resto, è senz’altro meno impattante evitare di produrre rifiuti quando possibile, rispetto al riciclarli. Cercando di non rinunciare alla praticità necessaria a sostenere i ritmi frenetici di una società moderna. Per ogni esigenza c’è un prodotto specifico, ma tratterò quest’argomento con più dettaglio nel prossimo articolo.

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3) Non lasciarsi ingannare dal “greenwashing”

Non tutti i prodotti “green” lo sono davvero. Anche se le aziende produttrici sostengono campagne a favore dell’ambiente o riempiono le etichette di slogan positivi ed accattivanti. Questo fenomeno si è diffuso proprio a causa della maggiore consapevolezza dei consumatori, nel tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti. Quella di crearsi una “credibilità ambientale” non è altro che una manovra di marketing tutt’altro che sostenibile. Basti pensare, per esempio, alle ditte di abbigliamento fast-fashion che promuovono il riciclaggio di abiti dismessi o la produzione di capi ecologici. In realtà contribuiscono al problema dei rifiuti con la loro tempestiva produzione di vestiti destinati ad essere fuori moda o consumati in pochi mesi.

L’importante in questo caso, è non lasciarsi prendere dalla frenesia e adottare pratiche che finirebbero comunque per contribuire all’impatto sul pianeta. Se si hanno molti vestitini “low cost”, non occorre gettare tutto per rifare l’armadio. E’ molto più sensato aspettare che i singoli capi facciano il loro, per poi sostituirli, una volta inservibili, con qualcosa di miglior qualità, riducendo gli acquisti frequenti di capi scadenti a un acquisto più raro ma soddisfacente.

“Roma non fu costruita in un giorno”

Il nostro piccolo contributo può dare, con pazienza e meticolosità, grandissimi risultati. L’importante per adottare una nuova buona abitudine o realizzare un proposito, è provare fin quando non sarà tanto naturale da non richiedere alcuno sforzo. E quando si tratta di costruirsi un futuro, meglio non lesinare con le energie.

Buon 2020!

Tags : 2020ambiente
Noemi Misurelli

The author Noemi Misurelli

Preferisco esprimermi con le immagini, ma quando arriva l’argomento giusto, scrivo qui!

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