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Cultura

BussoLaLingua / Perché si dice “Mannaggia a Bubbà”?

Mannaggia a Bubbà

Quando qualcosa di brutto accade, tra le strade di Napoli non è raro sentir riecheggiare la misteriosa esclamazione: Mannaggia a Bubbà! Ma perché si dice così? Chi è questo Bubbà tanto vituperato, che da secoli s’accolla gran parte delle maledizioni dei napoletani?

#BussoLaLingua vi racconta la sua storia, così che possiate imprecare per bene, conoscendo per lo meno l’identità dell’uomo più carico di improperi della storia della nostra città.

Un paradiso dove i diavoli non bestemmiano

Napoli è una città piena di contraddizioni, in cui gli opposti convivono – non proprio pacificamente. Tra queste strade capita di avere un gran bisogno di imprecare. Pare che questo accada da sempre, almeno dal 1800. Napoli, città dove anche i quasi-opposti del sacro e profano convivono e si sovrappongono, impreca parecchio, ma mai bestemmiando. Qui non si bestemmia, e si ha un gran riguardo di divinità e di santi.

Per evitar dunque di bestemmiare, nel corso dei secoli sono fiorite espressioni colorite e decisamente strane: prima fra tutte, la misteriosa “Mannaggia a Bubbà!”. 

Il losco Bubbà

Prima di tutto, è bene specificare che questa persona sembra essere realmente esistita. Non sappiamo se Bubbà fosse il suo vero nome, ma sappiamo per certo che sia vissuto a Napoli a metà del 1800. Sembra che fosse abbastanza famoso – e non per i motivi più nobili.

Pare infatti che Bubbà non fosse una persona raccomandabile: viene descritto spesso come un losco figuro, dall’aspetto decisamente poco rassicurante, invischiato in tantissimi malaffari. Se si verificava una truffa, si poteva star certi che c’era dietro lo zampino di Bubbà; se c’era un furto, era assai probabile che la cosa avesse a che fare con Bubbà. L’uomo viveva nei bassifondi della città, strisciante come un’ombra, sempre a cercare nuovi imbrogli con cui poter tirare su qualche soldo.

Era una persona senza scrupoli e, quando avveniva qualcosa di brutto, tutti pensavano che vi fosse invischiato. Capitava così che, ogni volta che si riceveva una brutta notizia, ci si trovasse ad esclamare: mannaggia a Bubbà!

Anche dopo la morte dell’uomo, la popolazione continuò ad usare questa imprecazione. Decisamente meglio maledire un imbroglione senza scrupoli che qualche divinità, non trovate?

Bonus Track: perché si dice “Mannaggia”?

Dopo aver svelato il mistero sull’identità di Bubbà rimane però un’ultima domanda: perché si dice “mannaggia”? La parola è certamente di origini centro-meridionali, e valida è anche al sua variante meno utilizzata “mannaccia”. L’origine della parola ci svela che è senza alcun dubbio un’imprecazione: deriverebbe infatti da “mal n’aggia“, ovvero “male ne abbia“. Sarebbe, insomma, una valida sostituzione dell’esclamazione: “che tu sia maledetto!”.

Mannaggia a Bubbà!

Adesso tutti i segreti di questa misteriosa formula sono svelati. Se sentiste lo sfrenato bisogno di maledire qualcosa o qualcuno la prossima volta che resterete imbottigliati nel traffico o quando inizierà a piovere proprio l’unico giorno in cui non avete portato con voi l’ombrello, saprete di poter contare su una valida alternativa: mannaggia a Bubbà! 

Se vuoi approfondire la tua conoscenza sulla nostra cultura regionale o leggere altre storie della Campania, non perderti le nostre rubriche sulle Leggende e sui Sapori della nostra regione : #BussoLaLeggenda e #BussoLaTavola

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Tags : mannaggiaabubbà

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