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Rimosse e accatastate in un angolo le opere che i ragazzi del Liceo Artistico di Napoli avevano realizzato per riqualificare l’ex-Resit. Il funzionario Sogesit si giustifica “le avevano già danneggiate i cani”.

Il progetto Ex-Resit

Quest’estate l’ex-discarica Resit, dopo anni durante i quali vi erano stati sversati illegalmente veleni rendendola una terra mortifera, era stata rimessa in sicurezza. A seguito di ciò sono stati proposti numerosi progetti per riqualificare l’area e per abbellirla; tra i tanti, il progetto che coinvolgeva degli studenti del Liceo Artistico di Napoli.

Il funzionario Mario de Biase voleva che il luogo diventasse un’area di bellezza, rinascita e speranza: così, collaborando con il liceo, aveva chiesto agli studenti di realizzare delle opere Land-Art – da esporre all’aperto – per far sì che questa visione diventasse reale.

Gli studenti avevano partecipato con entusiasmo, soprattutto a seguito dell’incontro con il funzionario ed il docente di agraria Massimo Fagnano che aveva attivamente partecipato all’opera di bonifica della zona. Dalla creatività e dall’impegno dei ragazzi erano nate tantissime opere, colorate ed inerenti al tema del riciclo e della cura ambientale.

L’infausta fine della Land-Art all’Ex-Resit

Le cose, tuttavia, non sono andate come previsto: gli studenti sono infatti scoppiati in lacrime vedendo le loro opere rovinate ed accatastate in un angolo alla bene e meglio.

La Land-Art è durata meno di un mese e poi è stata smantellata. A farlo pare che siano stati i tecnici della Sogesid – che a riguardo si giustificano asserendo di essere stati autorizzati ad accedere al sito solo da poco, e che, nei giorni antecedenti al loro ingresso, le opere, lasciate alle intemperie ed alla mercé dei cani randagi che bazzicano nella zona, si siano irrimediabilmente rovinate.

Gli studenti, vedendo il frutto del loro lavoro trattato come spazzatura, si sono lasciati andare ad un pianto avvilito.

Qual è la lezione?

Anche i docenti non hanno reagito bene all’accaduto; come spiegano, infatti, è vero che le Land-Art, essendo sempre esposte all’aperto, non sono per loro natura eterne – tuttavia, anche se non era previsto che rimanessero per sempre esposte, per i professori dovevano essere semplicemente rimosse e non trattate come spazzatura.

Perché è questo ciò che ha provocato scontento e avvilimento tra docenti e studenti: la modalità con cui la rimozione sarebbe avvenuta, che ai loro occhi apparirebbe come “violenta e vandalica“.

Dichiara la docente Lorella Starita, coordinatrice del progetto:

Non so che insegnamento potranno trarre i giovani da quel che è successo.

L’arte e il bello possono cambiare il mondo

Nonostante l’iniziale sconforto, chi ha partecipato al progetto non si è dato per vinto: alcune persone si sono idirette al sito dove sono state gettate le opere per vedere quante e quali fossero effettivamente ri-utilizzabili.

La professoressa Starita dichiara infatti:

Da questo ripartiremo. Con una mostra a scuola, magari, o in un altro sito. Ma non lasceremo i ragazzi con il marchio di una sconfitta che dice che no, le cose non possono cambiare.

Noi crediamo che l’arte e il bello possano cambiare il mondo e se qualcuno ne ha paura è semplicemente perché è ostaggio della bruttezza.

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Tags : ex-resitlandartliceoartisticodinapoliresit
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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