lunedì, Dicembre 5, 2022
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Conte non farà parte del nuovo esecutivo. Su Draghi: “Persona di spessore”

Il presidente uscente Giuseppe Conte annuncia di non voler far parte del nuovo esecutivo, anche se resterà a disposizione del partito in caso di necessità. Conte ha inoltre mostrato stima e supporto nei confronti di Draghi, ma la situazione che si sta profilando rischia di creare una scissione nel M5S.

Il presidente uscente Giuseppe Conte ha annunciato che non farà parte del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi. Il premier uscente ha ribadito quanto sia importante pensare al bene del paese in un momento storico cosi difficile, riferendosi particolarmente ai suoi colleghi pentastellati, chiamati a difficili e cruciali scelte. Tuttavia molti dei parlamentari del M5S non vorrebbero però trovarsi a governare insieme alla Lega o a Forza Italia. In ogni caso, il senso dell’intervento di Conte è che il momento storico richiede uno sforzo in più, non è possibile in questa fase critica voltare le spalle agli italiani.

Malgrado la sua intenzione di non far parte del nuovo governo, Conte ha annunciato la sua volontà di mettersi a disposizione del Movimento, anche se non sono chiari ancora le forme e i modi del suo impegno. In molti, inoltre, lo vorrebbero vedere come leader del Movimento al posto di Crimi. A prescindere dal ruolo che avrà, il premier uscente ci sarà “nelle forme e nei modi che riterrete giusti. Farò in modo di seguivi passo passo per accompagnarvi perché mi avete dato tanto”.

Nel futuro di Conte potrebbe esserci l’idea di tornare a fare il docente di Diritto all’università.

Conte e l’endorsement a Draghi

Intanto Conte esprime il suo pieno sostegno a Draghi:

Il presidente incaricato è persona di spessore: io l’ho incontrato in diversi vertici e l’ho apprezzato. È stato lui che ha posto le basi per superare le politiche di austerità: è un interlocutore da prendere in seria considerazione. Certo, alcuni di voi potevano pensare che l’incarico potesse andare ad un altro: ma ora dobbiamo fare i conti con la realtà di questa fase storica.

Inoltre Conte augura una linea dura contro chi ha voltato le spalle al paese in un momento così delicato.

Noi abbiamo una grande responsabilità verso il Paese […] Si cercherà di porre condizioni tali che alcuni soggetti non potranno più rimanere al tavolo.

E poi prosegue:

Abbiamo una missione, siamo l’ago della bilancia, siamo il partito di maggioranza relativa che deve far sentire il suo peso. Questo è il punto di partenza. Vito con i capigruppo sta conducendo un confronto molto serrato.

Il problema ancora una volta è Matteo Salvini, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse del Recovery fund.

L’indecisione dei 5 Stelle

Ma tra i 5 stelle c’è chi rimane scettico sulla scelta dell’ex presidente della BCE, malgrado gli interventi dello stesso Conte e di Beppe Grillo; 30 gli indecisi e 10 i contrari.  Tra i tanti oppositori troviamo l’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che però negli ultimi giorni ha rivalutato le sue posizioni.

E’ possibile che i pentastellati siano chiamati al voto sulla famosa piattaforma Rosseau. Varie le ipotesi su cosa potrebbe succedere. Se ad esempio la maggior parte del Movimento dovesse votare a favore gli oppositori si ritroverebbero ancora più all’angolo, addirittura a rischio espulsione. I contrari potrebbero anche decidere di astenersi e scendere a compromessi.

In ogni caso il rischio di scissione all’interno del partito è una possibilità concreta.

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