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Cronaca

Al Parco Verde di Caivano, anche la pulizia delle strade obbediva alla camorra

Al Parco Verde di Caivano, il dispotismo esercitato dalla camorra era talmente imperante da risultare responsabile perfino della pulizia delle strade, rendendo così la zona un microrganismo a sé stante in cui lo Stato non aveva che uno strettissimo margine di partecipazione: è questo uno dei dettagli più agghiaccianti emersi nella giornata di ieri nel corso di un’ordinanza eseguita dai carabinieri contro il gruppo criminale, coordinato dal boss Nicola Sautto, che si occupava del giro di spaccio da 130.000 euro al mese di cui beneficiavano i suoi membri.

Il clan Sautto-Ciccarelli si occupava di tenere a bada chiunque mirasse a intaccare la loro egemonia sul Parco Verde avvalendosi di un severo sistema punitivo che si serviva, tra le altre cose, di una vasca riempita di acido in cui sciogliere traditori e nemici.

All’interno di questo microorganismo in cui tutto avveniva per il volere di chi si trovava in alto, Pasquale Fucito – detto ‘‘Il Marziano’’ – era deputato a sopperire alle mancanze del Comune, pagando al capoclan Sautto tra i 50 e i 100.000 euro ogni quindici/trenta giorni per conservare l’incarico, che affiancava all’attività di pusher grazie alla quale era entrato in possesso di una ricchezza tale da permettergli di dedicarsi a tutte le spese volte al buon mantenimento del luogo in cui risiedevano.

 

 

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