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Cronaca

Bielorussia: Minsk è il nuovo giocatore del Risiko sulla migrazione UE. Resta tesa la situazione al confine polacco

 Bielorussia : continua il flusso migratorio verso i confini con la Polonia. Intanto si contano le vittime, morto un bambino nella foresta del confine

Bielorussia : la solita partita a scacchi Premessa

 

Il tema dell’immigrazione è un piatto che viene servito ogni giorno, soprattutto durante questi mesi, dove si aggiunge all’informazione della pandemia . Nello sviluppo di quest’anno, a partire da agosto, stiamo assistendo a diverse crisi umanitarie sviluppatesi in Oriente, Balcani, mediterraneo ed ora è il turno del confine di Bielorussia e Poloniao. La gestione politica di queste crisi, non è certo una novità, non  è gradita da nessuna forza governativa. L’UE non è da meno e come dimostrato già in precedenza dal confine Greco – Turco, la forza può essere  uno strumento abbastanza comune tra qualsiasi poliziotto o militare addetto. Anche in quest’ennesima contro diaspora l’immagine  non cambia.

Confine Bielorusso – Polacco, 19 novembre 2021, “bimbo di un anno morto nella foresta, era con i genitori al confine da un mese e mezzo” – Ansa.

 

Non vi ricorda niente? Personalmente, l’immagine di un povero rifugiato battuto dal freddo  non è diversa da quella del piccolo Aylan ( Bodrum 2015) o della vittima del fiume Uni del confine bosniaco-croato. Insomma la storia si ripete e ancora una volta il paragone tra un immigrato ed una pedina degli scacchi non è lontano.

 

La gestione dell’immigrazione è de facto diventata una grande partita di scacchi tra le varie destre ( UE compresa) , peccato che in gioco ci siano le vite di migliaia di persone. Improvvisamente la protezione o  il rimpatrio degli immigrati sono diventati un meschino gioco di propaganda e ricatti alimentati  da cifre sempre più alte di denaro. Sembrava che  la pandemia avesse lasciato da parte queste questioni. Questo paradosso, purtroppo però, non ha smesso di incentivare  la violenza gratuita e  mascherata dalle autorità statali verso i gruppi di migranti.

 

L’indifferenza assertiva dei guardiani dei confini non porterà a risultati migliori di quello di pochi giorni fa. L’UE riuscirà a cambiare metodi?  rispettando al meglio la sua costituzione “rischia” di pubblicizzare una “free entrance”? Oppure, la sua incoerenza verso i propri costumi  rischia di fungere da strumento verso alcune parti politiche conservatrici? (riferendosi alle rivoluzioni avvenute negli ultimi tempi in Polonia).

 

 

 Bielorussia: Lukashenko e co

La realtà Bielorussa è da anni immersa in un clima decisamente teso e sensibile. I primi scontri tra il governo Lukashenko  e il commonwealth di stati risalgono alle prime sanzioni all’economia Bielorussa. Sono state diverse le misure restrittive che hanno isolato la politica del Belaja’ Rus. Restrizioni decise dagli USA e coordinate con UE, Canada e GB in risposta al carattere fraudolento delle elezioni presidenziali Bielorusso (non riconosciute dall’UE) dell’agosto 2020 e all’intimidazione alle numerose repressioni nei confronti delle manifestazioni pacifiche, membri dell’opposizione al regime e ai giornalisti.

Dall’inizio del suo mandato, 20 luglio 1994, la sua è stata definita una politica decisamente autoritaria ed ultimamente estremista. Sono numerosi i dettagli che confermerebbero questa teoria, a partire dal l’atterraggio forzato del veivolo Ryanair per arrestare il giornalista Raman Pratasevich (23 maggio 2021).

 

 

Bielorussia: le news

Sono circa 4 mila i migranti bloccati tra i confini di Polonia e Bielorussia da circa 2 mesi. Il governo polacco conta circa 30 mila  tentativi da parte dei migranti di passare il confine. Le condizioni tragiche fanno da protagoniste al background di una foresta immensa, fredda e di un filo spinato sorvegliato da più di 100 mila militari. Attualmente, i dati rivelano il numero di circa 2. 000  persone accampate a ridosso dei confini di frontiera di Kuznika, vicino al villaggio  di Bruzgi. Sono toccanti le immagini mostrate da giorni dai mass media e dalle immagini dei droni della polizia che mostrano il campo profughi costruito con mezzi di fortuna.

L’arma polacca, intanto, reagisce con l’uso di gas lacrimogeni e camion spara acqua (ideali per passare un dolce inverno). Intanto l’UE mobilita 700 mila euro per soccorrere i migra ti con kit di  primo soccorso e beni primari.

 

Un equazione ben riuscita, muri come coefficienti

 

Anche questa crisi migratoria sembra far parte di un equazione premeditata, con la costruzione di muri che fungono da coefficienti.

L’identità dei migranti sembra essere quella dei soliti profughi in cerca di ambienti politici più stabili. Ma da dove vengono di preciso? Come fanno ad arrivare in Bielorussia?

Il gioco è guidato dalle autorità bielorusse, le quali strumentalizzano i viaggiatori. All’apice del fenomeno migratorio generato, quindi, vi è un governo che secondo   il viceministro dell’Interno lituano Kęstutis Lančinskas, l’operazione di “regalo visti” sarebbe iniziata a marzo “-  ” quando abbiamo saputo che le autorità bielorusse stavano semplificando le procedure burocratiche per rilasciare visti ‘turistici’ in Iraq”.

Secondo diverse fonti, lo stato starebbe usando compagnie aeree nazionali come Belavia (alla quale ora è stato vietato di acquistare o noleggiare velivoli da Irlanda, Danimarca e Romania) per il trasporto direttamente dai paesi mediorientali. I migranti avrebbero anche  pagato cifre esorbitanti a 4 o più  cifre  per ogni viaggio. Da non sottovalutare il trasporto di migranti attuato dallo stato tramite centinaia di bus .Questo metodo, dengno della famiglia Shelby – Blinders, gioca però a favore di chi lo organizza quanto  a chi lo subisce.

Polonia  vera vittima ? o mass media ingigantiti ?

Infatti, la strategia vendicativa  della Bielorussia sembra essere ben accolta e sfruttata da alcuni partiti di estrema destra polacchi. Durante queste stragi, la paura è sicuramente usata come arma. Ad usare questa pistola propagandistica per aumentare i propri consensi e imporre strategie meno progressiste sembra essere proprio la politica polacca. Si parla  in particolare del partito conservatore di destra “Diritto e Giustizia” o PiS (facente parte del Partito de Conservatori e Riformisti Europei, guidato da Giorgia Meloni). Quest’ultimo sembra perseguitare interessi personali secondari, oltre a  quelli geopolitici. Sul piatto  prevalere il contrasto ai partiti progressisti, riuscendo ad approvare numerosi leggi come quella contro  l’aborto o a reprimere con la forza le proteste del Strajk Kobiet.

L’ultima parte di quest’ equazione potrebbe essere anche lo zampillo di Putin, il quale attraverso il Ministro degli affari esteri   Sergej  Lavrov suggerisce all’UE di risolvere la situazione con  le ben amate bustine verdi. Per ora quella della partecipazione di Mother Russia sembra un incognita, ma il risultato già lo sappiamo, ed equivale ad tanti chilometri di muri. Solo poche settimane fa, la Lituania (dall’altra parte d confine Bielorusso) ha lanciato la costruzione di una barriera lunga 500 km e costata 152 milioni di euro. Alla fine  i muri di entrata si stanno scambiando con i muri i uscita e la partita a Risiko si prolungherà per ancora molto tempo.

 

 

 

 

“La mia speranza è che un giorno possano nascere gli Stati Uniti d’Europa, ora appare un’utopia, lo abbiamo visto sulla questione dei migranti, in cui ogni Stato ha dato spazio al suo egoismo nazionale.”

LILIANA SEGRE

 

Nicolaos Nicolau 

Tags : BielorussiaImmigratiImmigrazioneMerkelMigrantimuriue
Nicolaos Nicolau

The author Nicolaos Nicolau

Studente liceale al Leon Battista Alberti di Napoli.