domenica, Giugno 23, 2024
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Il Davide di Donatello Speciale 2022 va ad Antonio Capuano, a premiarlo è stato Paolo Sorrentino

Lo diceva davvero al giovane Paolo Sorrentino “non ti disunire”, per ammissione del regista napoletano.

Nel 1998 Paolo Sorrentino aveva 28 anni e lavorava come sceneggiatore Rai, una delle sue sceneggiature, Drangoncelli di fuoco, arrivò sulla scrivania di Antonio Capuano, che lo prese per lavorare alla scrittura di Polvere di Napoli.

“Gli sono molto grato, lui mi ha assunto la prima volta quando ero ragazzo, in 3 secondi, senza che ce ne fosse un motivo valido. Non avevo mai lavorato prima, gliene sarò per sempre grato”.

E ieri sera è stato proprio Sorrentino a premiare, col David di Donatello Speciale, Antonio Capuano. Un premio alla carriera del regista 82enne, che lo ha accettato con commozione.

“Non capisco perché applaudiate, non me lo merito.”

Ha poi dedicato il premio alla “sua ragazza”, la moglie Willye, olandese, scomparsa circa un mese fa. La donna conosciuta su quello che poteva essere un set cinematografico. Il giovane Capuano che attira la sua attenzione facendo dei tuffi, poi la saluta, lei gli sorride. Diventerà sua moglie.

Antonio Capuano è uno dei grandi del cinema italiano, diventato un personaggio di È stata la mano di Dio, il mentore di Fabietto, l’alter ego di Paolo Sorrentino.

Ringrazia tutti, il maestro Capuano, con commozione e la proverbiale umiltà che lo contraddistingue. Lui che “‘na cosa a raccuntà” la tiene eccome.

 

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