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Politica

Accordo raggiunto tra Partito Democratico e Azione/+Europa

Da sinistra a destra: Benedetto Della Vedova, Enrico Letta e Carlo Calenda

È stato raggiunto un accordo tra Partito Democratico, Azione e +Europa per presentarsi in un’unica coalizione alle elezioni politiche del 25 settembre.

Durante una conferenza stampa tenuta nella sala stampa della Camera dei Deputati, i leader dei partiti hanno commentato l’intesa raggiunta dopo due ore di colloqui e una settimana circa di trattative. Erano presenti Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, Carlo Calenda, segretario di Azione, Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, la deputata Debora Serracchiani e la senatrice Simona Malpezzi, entrambe del Partito Democratico.

Nel corso della conferenza stampa  Letta ha commentato l’accordo con soddisfazione, definendolo «un’intesa molto importante all’interno di un accordo molto più largo, necessario per essere vincenti contro la destra». Anche il leader di Azione Calenda si è detto «totalmente soddisfatto» del testo sottoscritto.

Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, a sinistra, e il segretario di Azione Carlo Calenda, a destra

L’intesa raggiunta tra Partito Democratico e Azione/+Europa – due partiti che già erano federati – prevede una spartizione dei collegi uninominali poco favorevole al Partito Democratico, almeno tenendo come riferimento gli ultimi sondaggi: il rapporto dei collegi sarà di 70 collegi assegnati al Partito Democratico ogni 30 collegi assegnati ad Azione/+Europa. È probabile, comunque, che Enrico Letta abbia preferito fare delle concessioni a Calenda e Della Vedova, pur di evitare che la formazione di un nuovo polo elettorale potesse ulteriormente sfavorire una coalizione di centrosinistra. Il Rosatellum, ovvero la legge elettorale attualmente in vigore, favorisce particolarmente le coalizioni a scapito dei partiti che si presentano in solitaria.

Tra le altre cose, l’accordo prevede che nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza oltre che gli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia che hanno abbandonato il partito durante l’ultima legislatura. Una condizione fortemente cercata da Calenda soprattutto in seguito alla diffusione delle voci che davano per certa la candidatura di Luigi Di Maio, leader del nuovo partito Impegno Civico, nel collegio uninominale di Modena, storicamente molto favorevole al centrosinistra.

Nel documento sottoscritto dai tre segretari, viene sottolineata la scelta che gli elettori dovranno compiere in vista delle prossime elezioni del 25 settembre, definendole come «una scelta di campo tra un’Italia tra i grandi Paesi europei e un’Italia alleata con Orban e Putin», facendo riferimento ai passati legami di Lega e Forza Italia col presidente russo Vladimir Putin e il suo partito Russia Unita e ai passati apprezzamenti espressi da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sia nei confronti di Viktor Orban, primo ministro ungherese, che di Vladimir Putin.

Il punto di incontro principale tra i partiti che hanno raggiunto l’intesa è stato il comune sostegno alla cosiddetta “agenda Draghi“, un’espressione che i partiti che hanno votato la fiducia al Presidente del Consiglio Mario Draghi stanno utilizzando per rivendicare la propria scelta di buon senso nel sostenere la sua agenda politica. Nel testo dell’accordo, si legge:

Per quanto riguarda le riforme da completare e/o emendare dopo l’interruzione traumatica del governo, PD e Azione/+Europa concordano sulla necessità di:
a) realizzare integralmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rispetto del cronoprogramma convenuto con l’Unione europea;
b) improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea che non segni un ritorno alla stagione dell’austerità;
c) non aumentare il carico fiscale complessivo;
d) correggere lo strumento del Reddito di Cittadinanza e il “Bonus 110%” in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi;
e) dare assoluta priorità all’approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae.

Il simbolo della federazione tra Azione e +Europa

Tra le altre cose, vengono tracciati i confini dell’agenda energetica della coalizione. Nel testo dell’accordo si fa riferimento ad «un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili», al «rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo» e alla «realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile». Non compare alcun riferimento alla proposta riguardante l’energia nucleare pubblicata sul sito di Azione il 29 marzo, nel quale «un mix di fonti rinnovabili e nucleare» viene definito come l’unico modo per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Azione, il partito di cui è segretario Carlo Calenda, ha assunto un ruolo rilevante nelle trattative, che sembrava stessero per tramontare conseguentemente ai veti posti da Calenda sulle candidature nei collegi uninominali di esponenti politici a suo dire poco graditi agli elettori del suo partito. Nei giorni scorsi Calenda ha più volte attaccato la scelta del Partito Democratico di costruire una coalizione molto eterogenea che non fosse guidata da obiettivi comuni, con riferimento soprattutto a Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che non ha mai votato la fiducia al governo Draghi, e Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, il cui programma in campo energetico è particolarmente distante da quello di Azione. Calenda aveva anche espresso il proprio disappunto riguardo la scelta di Di Maio di abbandonare il suo ex partito, il Movimento 5 Stelle, che a suo dire avrebbe determinato il prevalere dell’anima del Movimento maggiormente critica nei confronti dell’azione del governo guidato da Mario Draghi.

L’ultimo sondaggio dell’istituto di ricerca SWG, commissionato da La7 e pubblicato lunedì 1 agosto, dava il Partito Democratico al 23.5%, in crescita di 0.5 punti percentuali rispetto all’ultima rilevazione, e Azione/+Europa al 6.8%, in crescita di 0.8 punti percentuali rispetto all’ultima rilevazione. Non è chiaro come reagirà l’elettorato di Azione/+Europa alla scelta del segretario Carlo Calenda di entrare in una coalizione di centrosinistra così eterogenea, dopo averne criticato in più occasioni la composizione. In queste ore sta circolando molto sui social un tweet di Calenda del 22 luglio, in cui si diceva non disponibile ad una coalizione composta da partiti di estrema sinistra, probabilmente con riferimento a Sinistra Italiana, e dal partito di Luigi Di Maio, del cui partito Calenda si era addirittura rifiutato di riconoscere l’esistenza.

Ultima rilevazione del 1 agosto dell’istituto SWG: Partito Democratico e Azione in forte crescita

 

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