giovedì, Settembre 17, 2026
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Carburante alle stelle: le isole del Golfo di Napoli rischiano un doppio rincaro. Prefettura convoca un tavolo urgente

NAPOLI – Il costo del carburante continua a salire, ma per le isole del Golfo la situazione è ancora più complessa: non aumenta solo il prezzo alla pompa, cresce anche quello necessario per trasportare il carburante via mare. Un meccanismo che rischia di generare un doppio rincaro per gli abitanti di Procida, Ischia e Capri, già alle prese con collegamenti difficili e costi di vita più alti rispetto alla terraferma.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il bradisismo: le autocisterne dirette a Procida e Ischia non possono più partire da Pozzuoli e devono muoversi dal porto di Napoli, con un tragitto più lungo e costi aggiuntivi che si riflettono sul prezzo finale.

Per affrontare questa emergenza, il prefetto Michele di Bari ha convocato un incontro richiesto da Assopetroli, coinvolgendo i sindaci delle tre isole, la Regione Campania e le principali aziende della filiera petrolifera. Obiettivo: garantire la continuità territoriale anche sul fronte dei prezzi, evitando che gli isolani paghino il carburante più caro rispetto ai cittadini della terraferma.

Assopetroli segnala che, in poco più di un anno, le tariffe per il trasporto marittimo delle autocisterne sono aumentate in modo significativo, arrivando a incidere per 0,125 euro al litro più Iva. Un aggravio che, secondo l’associazione, sta mettendo in difficoltà l’intero sistema economico delle isole.

Gli operatori chiedono che Ischia e Procida vengano riconosciute come “zone disagiate”, così da poter accedere a misure compensative per i maggiori costi strutturali.

Dal 1° settembre è scattato anche un ulteriore aumento: la compagnia di navigazione che trasporta i carburanti ha attribuito il rincaro allo spostamento delle partenze da Napoli, necessario dopo la scossa del 31 luglio che ha vietato il transito dei mezzi pesanti nel centro di Pozzuoli.

Il caro carburante non riguarda solo le autocisterne. Anche il trasporto passeggeri via mare è sotto pressione. Con la fine dell’estate e il calo dei flussi turistici, gli armatori avvertono che senza aiuti pubblici saranno costretti a ridurre le corse invernali da e per Capri, Ischia e Procida.

Aumentare i prezzi dei biglietti non è un’opzione: la Regione si oppone e le famiglie isolane non potrebbero sostenere ulteriori aumenti. La conseguenza sarebbe inevitabile: meno collegamenti, più mezzi fermi, equipaggi ridotti.

Durante l’estate, gli incassi hanno coperto solo in parte l’aumento dei costi, erodendo gli utili che solitamente vengono accantonati per affrontare la stagione invernale. Quest’anno, però, quei margini non ci sono: l’inverno rischia di partire “da zero”, con un numero di passeggeri insufficiente a compensare il caro carburante.

Dalla riunione in Prefettura potrebbero arrivare le prime risposte. I sindaci delle isole sono compatti: il prezzo del carburante deve essere identico a quello della terraferma. La continuità territoriale, sostengono, non può limitarsi ai collegamenti marittimi: deve includere anche l’accesso alle materie prime a condizioni eque.

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