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Cultura

Leggende della Campania: la storia di Castel dell’Ovo

Il segreto di Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo è il castello più antico di Napoli e le sue mura fanno da teatro ad una delle più antiche leggende della città partenopea.

Si dice, infatti, che nelle sue stanza sia custodito un tesoro segreto, conservato dal Mago Virgilio; si dice anche che, se a questo tesoro mai scovato accadesse qualcosa, Napoli ed i suoi abitanti incorrerebbero in terribili sventure…

Breve storia sulle sponde di Megaride

Castel dell’Ovo sorge su un isolotto, oggi collegato alla terraferma da un istmo di terra, il cui nome è Megaride. I greci, che già nel nono secolo a.C. avevano colonizzato Ischia e Cuma, su questo isolotto di tufo fondarono nell’ottavo secolo a.C. il primo insediamento che sarebbe poi cresciuto fino a toccare la terraferma e diventare una grande, nuova città – Neapolis.

Licinio Lucullo, che vi allevava murene, nel primo secolo a.C. vi costruì una splendida villa. Oltre ad un allevamento di murene, la villa possedeva una vastissima biblioteca ed un giardino con alberi all’epoca esotici come il pesco (importato dalla Persia) ed il ciliegio (importato invece dalla Turchia). La villa, prima nota come Castrum Lucullianum e poi come Castello Marino,  venne successivamente fortificata. Qui morì l’ultimo imperatore romano, Romolo Augustolo, nel 476.

Un Castello Indistruttibile

Il Castello dell’isolotto di Megaride attraversò poi una storia abbastanza travagliata: trasformato in monastero venne quasi raso al suolo dai duchi di Napoli per evitare che diventasse una base per i Saraceni. 

Ricostruito dai re Normanni, cambiò forma per mano di tutti coloro che nei secoli conquistarono Napoli – Svevi, Angioini, Aragonesi, Borbone – diventando infine il castello che noi tutti oggi conosciamo. Ma tutto questo ci importa poco, perché la più famosa leggenda riguardante questo luogo antico e mutevole inizia a circolare già dal 300 d.C.

Forse la fortuna di questo castello praticamente indistruttibile deriva proprio dagli eventi leggendari che ci appropinquiamo a raccontare: sembra, infatti, che vi sia un oggetto magico nascosto nelle sue segrete che impedisce al castello di cadere.

La Sirena Parthenope, l’Uovo e Virgilio

Si racconta che la Sirena Parthenope, disperata per non essere riuscita a sedurre Ulisse, si sia lasciata morire. Trascinata dalle correnti fino all’isolotto di Megaride, prima di spirare avrebbe deposto un uovo.

Quest’uovo venne trovato dal poeta e Mago Virgilio (che abbiamo già incontrato quando abbiamo parlato, sempre in questa rubrica, della maledizione della Gaiola). Virgilio, riconosciuto il valore magico dell’uovo, decise di conservarlo in un luogo sicuro, e la sua attenzione ricadde sul Castello Marino.

Il Mago pose dunque l’uovo all’interno di una caraffa d’acqua circondata da una pesante gabbia di ferro, attaccata a sua volta ad una trave di quercia in una stanza segreta nei sotterranei. Virgilio disse che, fintanto che l’uovo fosse rimasto integro il castello e Napoli non sarebbero perite; ma, in caso contrario la città ed il castello sarebbero stati colti da sventura e sarebbero crollati. 

Da uell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna del Castel Marino

La popolazione credeva fermamente alla veridicità della leggenda. Erano davvero convinti che “da uell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna del Castel Marino”, al punto che la regina Giovanna I, a seguito di un terremoto, dovette giurare di aver sostituito l’uovo e di aver preservato l’originale.

Nel corso dei secoli in molti hanno cercato l’uovo, ma senza alcun successo: se davvero è esistito, Virgilio deve averlo nascosto davvero bene. E forse la leggenda ha un fondo di verità: ben protetto, l’uovo ha fatto in modo che il castello e Napoli non crollassero mai.

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Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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