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Cronaca

Napoli piange Antonio Prisco, rider e leader sindacale

Aveva 37 anni Antonio Prisco, rider e punto di riferimento sindacale per la categoria, morto nella serata di giovedì 29 aprile a Napoli.

Antonio era positivo al covid da diverse settimane ma non sono ancora chiare le cause del decesso. Grande appassionato di rugby, praticato anche a livello agonistico, Prisco si è sempre battuto, sin dai tempi dell’università, per la tutela dei diritti e per migliorare le condizioni di studenti e lavoratori.

Una scomparsa improvvisa la sua. In tanti in queste ore lo stanno ricordando sui social menzionando le recenti battaglie, durante l’emergenza pandemia. Prisco era responsabile della categoria per la Nidil Cgil. Lavorava per Deliveroo, portato in tribunale per l’utilizzo dell’algoritmo “Frank”, un sistema che emarginava i lavoratori che, per motivi personali legati a diritti come la malattia e lo sciopero, non si rendono continuativamente disponibili al lavoro. Antonio si era anche battuto per la “Casa del Rider“, la prima ad essere inaugurata in Italia lo scorso 29 marzo all’interno della Galleria Principe di Napoli.

L’Udu Napoli, base confederale dell’Unione degli Universitari, lo ricorda così:

 Antonio ci ha sempre detto che vola solo chi osa farlo e lui ha sempre volato più in alto di tutti. Questa volta ha deciso di non scendere dal cielo. Antonio ha scritto un pezzo indelebile della nostra storia, per tanti di noi è stato molto più che un compagno. Antonio è per noi un padre, un fratello, un amico, un riferimento costante, un modello a cui ispirarsi, lui che ha fatto della sua vita una battaglia per ottenere una società più giusta. Il suo ricordo continuerà a vivere in noi tutti, continuando a ispirarci giorno dopo giorno. Non smetteremo mai di guardare il mondo, di guardare gli ultimi e le ingiustizie con i tuoi occhi, come ci hai insegnato. Vola sempre, vola più in alto che puoi e guardaci, come hai sempre fatto, restando sempre dalla stessa parte.

Con il suo lavoro e la sua passione, Antonio ha contribuito in maniera importante a svelare lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici governati da un freddo algoritmo; così tanto in contrasto con il calore umano con cui Antonio ha sostenuto la sua battaglia tesa a rivendicare dignità e libertà.

Ti prometto che tutta la fatica spesa per migliorare le condizioni di chi lavora non sarà vana. E le idee continueranno a camminare sulle gambe di altri. Gambe forti. Che tu possa trovare pace, ovunque tu sia” scrive un amico.

Un altro aggiunge:

Antonio era caos e certezza, c’era sempre. Ne abbiamo vissute tante insieme ed è tra quei compagni che la strada non l’ha mai smarrita ma battuta alla ricerca di soluzioni per portare diritti dove questi venivano negati. Le ultime avventure le abbiamo condivise proprio in questi ultimi tempi. Cuore, tenacia, generosità e sorriso. Non riempiono il vuoto ma restano nella nostra memoria. Anche in questo generoso.

 

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