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Un Masaniello profondo: Francesco Martucci e i suoi impasti contornati di valori umani (Intervista)

Francesco Martucci inizia il suo percorso a soli 10 anni, un uomo che forgia le sue mani in giovane età, mani che si tramutano in una passione costante,  di etica valoriale, fuori dagli schemi mondani.

Un ritratto di introspezione, di analisi, un’identità che valorizza sé stesso, e il prossimo, cosi versatile, che scruta senza giudicare, che non categorizza, propenso all’accettazione; elementi che hanno caratterizzato la sua vita, un Masaniello “vissuto” che guarda ad oltranza.

Un Martucci  che predilige “l’essere piuttosto che l’avere”, contro i format, di ideologia liberale, dalla personalità dinamica e tenace, che mira al benessere dei suoi clienti, ottimizzando giorno per giorno il suo lavoro, nutrendo il suo staff, verso una crescita simbiotica e motivazionale, riconoscendo i prodotti della nostra terra, conquistando il palato del singolo, che gli hanno consentito il suo reale successo fin ad oggi.

Continuamente stimolato nel suo habitat “naturale”, attorniato dalla sua brigata, tutti partecipi al progetto “formativo”, come afferma Martucci : tutti possono dimostrare qualcosa,  parliamo di  un imprenditoria di escalation, che mette in evidenzia meritocrazia e dedizione,  lontano dal concetto di differenziazione.

Francesco cosa rappresenta per te la pizza?

La pizza è il mio mondo, di continuo investimento, pomodoro e mozzarella lo possono fare tutti.

Come definisci il tuo rapporto con  i clienti?

Educarli al cibo con umiltà, mi piace divertirmi con i clienti, e abbracciarli.

Sei apolitico?

Sono contro il gregge, sono a favore di chi porta avanti un identità.

Puoi fornirmi una spiegazione sull’identità?

Significa fregarsene di tutti, i valori e il fatto umano non si può comprare.

Cosa conta in questo lavoro?

Credo nella pratica, di fare meglio di oggi, se ti credi il migliore non sei il migliore.

I giovani approcciano con consapevolezza?

La nuova generazione deve rendersi conto di ciò che hanno, che possono contribuire al miglioramento, credendoci.

Credi che solo la Campania abbia il primato gastronomico?

Ma no, tutto il mezzogiorno e il fulcro per eccellenza.

Come definisci il tuo territorio?

Che deve risvegliarsi, essere più cosmopolita e meno provinciali, e proiettare un turismo in maniera concettuale.

Qual è la tua visione dell’imprenditoria?

Sono a favore di un imprenditoria sana, attivare un FAIR PLAY.

Progetti per il futuro?

SI, un locale nuovo “circo nero” un tre stelle Michelin in rapporto con il cliente.

Il tuo incontro con Sophia Loren, cos’ hai provato?

Un surplus di emozioni, un incontro determinante per me, una donna estremamente elegante e umile, ha ceduto i suoi diritti di immagine, la sua grande umanità, nonostante la sua età ha dato tanto al mondo.