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CronacaPolitica

Serbia: l’alleato di Putin nei Balcani

Quali sono i rapporti tra Russia e Balcani ? Serbia partner principale di Mosca

di Nicolaos Nicolau

Speculare sulle future mosse di Putin è probabilmente l’hobby preferito di molti giornalisti ed opinionisti. Eppure  la realtà dei fatti potrebbe essere meglio presentata dagli storici. Quest’ultimi, da anni, scoprono e spiegano le carte del Risiko di Vlad.
L’attuale guerra in Ucraina, non nascondono, potrebbe essere il prodromo di un’espansione in senso lato dell’impero. Restano da chiarire solamente quali sarebbero i territori conquistabili , come la Russia dal 1721, che non hanno mai conosciuto apertamente la democrazia e che siano particolarmente influenzati dalla Russia. Insomma, parlando di obiettivi, la zona geografica attualmente più sensibile sono sicuramente i Balcani. In particolare la fascia occidentale, la quale comprende Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania, Macedonia del Nord e Bosnia Erzegovina. Questo elenco rappresenta l’unica regione d’Europa non completamente integrata nel  sistema di alleanze Occidentali, tale area è la chiave che apre la sfera d’influenza di Mosca. La quale  ribadisce sempre di più l’esistenza di una fede comune con la Russia. Dopo le guerre dal 92 al 2001, i  disordini dei  Balcani sono diventati l’esca perfetta  per l’ingerenza straniera. Attualmente, le ex repubbliche slave rimangono ancora ricche di cellule nostalgiche, non stupiscono le marce  in piazza pro-Putin di  Belgrado.

24 dicembre 2021 (prima dell’invasione) – Sergeij Lavrov – Il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa  esortata gli USA a non trasformare “i Balcani in un fronte contro la Russia” e a sfatare il mito della “dannosa influenza di Mosca”.

Serbia: l’eredità culturale russa che non ha paura del fantasma del passato

Il rammarico di una guerra persa, le atrocità vissute e quel sentimento religioso-ortodosso che li unisce così tanto rendono la Serbia e Mosca dei partner perfetti. Economicamente parlando, lo stato finanziario della Serbia dipende da 10 miliardi  di euro di investimenti da Pechino e da 4 miliardi di euro direttamente dalla Russia. Le due super potenze operano  pacificamente sul piano dei Balcani rispettando gli interessi reciproci . Il primo tenta di approcciare e ad aprirsi all’economia europea , mentre il secondo (con un budget interessato esclusivamente al settore energetico degli idrocarburi) garantisce l’affluenza di energie rendendo Belgrado l’ennesima marionetta.

Il più grande  investimento nel settore energetico serbo da parte di Mosca è l’acquisizione della multinazionale serba Naftna Industrija Srbije (NIS) da Gazprom nel 2008. La società è stata venduta a 400.000 milioni di € (ben al di sotto del prezzo di mercato) ed i suoi debiti sono stati stabilizzati in poco tempo. L’acquisto ha sicuramente fortificato il legame politico – economico tra i due paesi. Nel 2019 la Russia diventa il quinto maggior esportatore in Serbia e secondo maggior importatore di prodotti serbi.

Serbia: rapporti con Mosca

Politicamente la Serbia è uno dei maggiori complici di Vladimir Putin. Sono molte le questioni che uniscono i due fuochi, da quanto concerne  il Kosovo alle diverse esercitazioni militari trilaterali degli ultimi anni (come la “Slavic Brotherhood” tra Russia, Srb e Minsk).
Il legame Mosca – Belgrado risale ai primi rapporti  diplomatici  del 1816 tra Impero e Principato. Nuova linfa vitale è stata data agli accordi bilaterali solo dopo la caduta di J. Tito e Milosevic agli inizi del 2000. In aggiunta, il governo di Vucic non ha apertamente condannato l’azione di Mosca verso l’Ucraina. L’unico segno di compassione verso gli accaduti,  che toglie Belgrado dall’occhio del ciclone, è rappresentato dal voto  generale  ONU a sfavore della guerra . La Russia continuerà il pressing per veder sostenuti i propri interessi, dall’altra premeranno gli obiettivi UE. Per ora  la Serbia rimane controllata dall’autocrate Aleksander Vucic  e dall’ appoggiato energetico di Putin con l’89% di gas russo. L’ obiettivo di Vucic sarà il ripristino delle “grande Serbia”? Pronte le elezioni di aprile.

Tags : guerraMoscaPutinUcraina
Nicolaos Nicolau

The author Nicolaos Nicolau

Studente liceale al Leon Battista Alberti di Napoli.