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Politica

Forum di Davos: Von Der Leyen accusa Putin ma tiene le porte aperte ad una Russia democratica

Immagine di repertorio

A Davos, in Svizzera, si sta tenendo l’incontro annuale del World Economic Forum, una fondazione senza fini di lucro con sede a Ginevra.

L’incontro, comunemente noto come Forum di Davos, riunisce capi di stato, politici e imprenditori di tutto il mondo per parlare dello stato dell’economia e della società.

L’ultima edizione in presenza del Forum di Davos era stata nel 2020 e da allora, per via prima della pandemia e poi del conflitto in Ucraina, sono cambiate tante cose. Molti dei principi su cui l’incontro si basava, tra cui la globalizzazione e il libero commercio, sono stati messi in discussione. Per di più, nell’edizione di quest’anno non saranno presenti per la prima volta politici e imprenditori russi.

Come ovvio che sia, gran parte delle conversazioni e degli interventi a Davos sono legati all’invasione ingiustificata e non provocata della Russia ai danni dell’Ucraina.

Gli interventi finora più significativi sono stati quelli del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, del Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg e della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen.

Zelensky ha parlato lunedì, in collegamento streaming, invitando i presenti a compiere uno sforzo collettivo per ricostruire l’Ucraina e invitando le compagnie internazionali che hanno chiuso i propri stabilimenti in Russia a riaprirli nel suo paese. Il presidente ucraino ha posto parecchia enfasi soprattutto riguardo il dibattuto e controverso tema della corruzione in Ucraina, promettendo che gli intricati meccanismi che fino ad oggi hanno favorito il sistema oligarchico saranno eradicati, favorendo dunque gli investimenti delle compagnie internazionali.

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L’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al World Economic Forum

Martedì sono intervenuti, invece, Stoltenberg e Von Der Leyen.

Il segreto generale della NATO Jens Stoltenberg, durante il suo intervento, ha definito l’invasione ordinata dal presidente russo Vladimir Putin “un grosso errore strategico”. Secondo Stoltenberg, l’invasione ha rappresentato un importante cambiamento delle “regole di gioco” sia per quanto riguarda la sicurezza europea che l’ordine internazionale.

Paradossalmente, come risultato della guerra decisa da Putin, la Russia potrebbe ritrovarsi con un confine ben più ampio condiviso con la NATO, per effetto delle decisioni dei governi di Svezia e Finlandia di richiedere l’ammissione all’interno dell’alleanza difensiva.

Stoltenberg, che è stato primo ministro della Norvegia, paese già facente parte della NATO, ha definito “storica” la decisione dei due paesi nordici di aderire al patto nord atlantico.

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L’intervento del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg al World Economic Forum

Particolarmente rilevante è stato l’intervento della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen.

Durante il proprio discorso, Von Der Leyen ha accusato la Russia di bombardare deliberamente i magazzini contenenti le scorte di grano dell’Ucraina e di usare le forniture di cibo come un’arma.

L’invasione russa dell’Ucraina ha creato, infatti, delle vaste interruzioni delle catene di approvigionamento di cibo a livello globale. Entrambi i paesi sono tra i più importanti esportatori e produttori di grano al mondo: nel 2020 la Russia ne ha esportato 37.3 milioni di tonnellate, mentre l’Ucraina 18.1 milioni di tonnellate.

La Presidente Von Der Leyen, a capo del ramo esecutivo dell’Unione Europea, ha fatto riferimento anche alle 20 milioni di tonnellate di grano stipate nei silos ucraini, ormai pieni per via del blocco dei porti sul Mar Nero imposto dalla Russia, in particolare nell’importante porto di Odessa. L’Ucraina esportava, prima del conflitto, 5 milioni di tonnellate di grano al mese mentre ora, secondo quanto detto da Von Der Leyen, la quantità di grano esportato si aggirerebbe tra le 200.000 e il milione di tonnellate.

“Facendolo uscire dal paese, potremmo assicurare dei guadagni necessari agli ucraini, oltre che approvvigionamenti fondamentali per il World Food Programme“, ha affermato la Presidente di fronte ai presenti al Forum di Davos.

Von Der Leyen, inoltre, ha utilizzato un’espressione alla quale aveva già fatto riferimento riguardo le forniture energetiche da parte della Russia. Secondo la Presidente della Commissione Europea la Russia starebbe utilizzando il cibo come arma di ricatto, arrestando le forniture per favorire un incremento dei prezzi globali o utilizzando il commercio del grano come uno strumento di supporto politico.

“Questo significa utilizzare la fame per esercitare potere”.

Von der Leyen ha anche annunciato che la ricostruzione dell’Ucraina potrà essere finanziata dai beni russi congelati in Europa. Mentre sull’esito della guerra ha detto che “l’Ucraina deve vincere” e che “l’aggressione di Putin deve dimostrarsi un fallimento strategico”, facendo eco alle dichiarazioni del segretario Stoltenberg.

Davos, Von der Leyen: “L'Ucraina deve vincere la guerra con la Russia”. Sánchez: “Quella di Putin è un'offesa all'Europa” - La Stampa
L’intervento della Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen al World Economic Forum

Appare ormai chiaro l’allineamento degli interessi dell’Ucraina, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti riguardo il conflitto. Se nelle prime fasi della guerra l’obiettivo strategico era evitare che la Russia potesse annettere rapidamente il suo vicino – scenario scongiurato soprattutto grazie alla strenua ed inaspettata resistenza dell’esercito ucraino e alla fondamentale intelligence fornita dagli Stati Uniti – ora pare, stando alle dichiarazioni dei leader, spostarsi sulla sconfitta dell’esercito russo ed un conseguente ridimensionamento delle ambizioni imperialiste del presidente Vladimir Putin.

Nonostante ciò, la Presidente Von Der Leyen ha tenuto aperte dell’Unione Europea ad una Russia democratica, che rispetti la democrazia e lo stato di diritto. “La Russia è un nostro vicino, resterà lì. Condividiamo una lunga storia, convidiamo la cultura”, ha affermato Von Der Leyen, aggiungendo che il destino della Russia è nelle mani dei suoi cittadini, e non della leadership responsabile della brutale invasione dell’Ucraina.

 

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