sabato, Febbraio 4, 2023
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Sciopero dei distributori di carburante: si va verso la conferma

Le associazioni di categoria dei gestori degli impianti di distribuzione di carburante Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio non hanno accettato le condizioni imposte dal governo guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel decreto riguardo la trasparenza dei prezzi.

«A queste condizioni è confermato lo sciopero. Sul caro carburanti continua lo scaricabarile del Governo» ha affermato il presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo mentre il presidente nazionale della Figisc-Confcommercio, Bruno Bearzi avverte che «se domani nell’incontro al MIMIT [Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ndt] non si riparte dal decreto si conferma lo sciopero».

Il presidente della Fegica Di Vincenzo, inoltre, ha sottolineato in una nota che l’incontro previsto con il Governo «non nasce certamente sotto i migliori auspici, né ci mette in uno stato d’animo sereno. La soluzione è nelle mani di un negoziato specifico che non può partire se non in condizioni di assoluta serietà e competenza sui problemi di un settore che attendono risposte da troppo tempo».

Mercoledì 11 gennaio, i gestori dei distributori di carburante avevano annunciato uno sciopero dalle 19 del 24 gennaio alle 7 del 27 gennaio.

Nella nota pubblicata dalle associazioni di categoria – Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio – nella quale erano state comunicate le motivazioni dello sciopero, si legge: «Per porre fine a questa “ondata di fango” contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio».

Le associazioni di categoria hanno aspramente criticato le scelte comunicative dell’attuale governo guidato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva attribuito gran parte della responsabilità dell’attuale aumento del prezzo del carburante a presunti fenomeni speculativi.

Martedì 10 gennaio, inoltre, il Consiglio dei ministri aveva approvato una serie di misure sui prezzi del carburante, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la trasparenza sui prezzi decisi dai distributori e contrastare eventuali speculazioni. Meloni, poi, in un video pubblicato online il giorno seguente aveva difeso la scelta del suo governo di non prolungare gli sconti sulle accise, voluti dal precedente governo guidato da Mario Draghi, in risposta al forte aumento del prezzo dei carburanti causato dall’inizio del conflitto in Ucraina del 24 febbraio dello scorso anno.

 

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