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Cultura

Leggende della Campania: la strega di Port’Alba

Questa settimana #BussoLaLeggenda si tinge di mistero e vi parla di fantasmi. Vi siete mai trovati a passeggiare a Port’Alba la sera, magari durante una notte di luna nuova? Potreste sentire e vedere una donna, un fantasma in cerca di vendetta…

Vi sarà certamente capitato di passeggiare a Port’Alba. La conoscono tutti gli studenti squattrinati ed è nota ad ogni accanito lettore: è una strada in cui è possibile acquistare, dalle bancherelle delle librerie che ospita ai suoi lati, libri usati, titoli fuori mercato ed edizioni da collezionisti. E’ una strada allegra dove si sente sempre il vociare della folla, le risate dei passanti e dei turisti.

Ma forse, anche se probabilmente la conoscete già bene, non sapete che, la notte, a Port’Alba si sente uno straziante ed interminabile pianto. In molti giurano d’averlo sentito: è il singhiozzare d’una donna che, nelle notti di luna nuova, al proprio pianto aggiunge una maledizione che si sente riecheggiare nella strada: la pagherete tutti!

A Port’Alba da secoli infatti continua ad aggirarsi un fantasma. Non uno qualsiasi: si tratta del fantasma di una strega. La sua è una storia d’amori infelici, maledizioni e tormenti: oggi vogliamo raccontarvela.

Maria la rossa

All’epoca, Port’Alba veniva chiamata, per via degli alberi di carrubo che l’adornavano, Largo delle Sciuscelle. In una casa sorta all’ombra di uno di questi alberi viveva una ragazza bellissima, dai capelli rossi e ricci e la pelle candida; il suo nome era Maria ed aveva appena vent’anni.

Nonostante fosse desiderata da tantissimi uomini per la sua bellezza, Maria aveva occhi solo per il proprio amore, Michele. Anche lui l’amava con altrettanto ardore e così, dopo soli sei mesi di fidanzamento, chiese la mano di Maria. La ragazza accettò immediatamente ed in brevissimo tempo i due convolarono a nozze.

La fontana maledetta

Il giorno del matrimonio Michele e Maria festeggiarono il proprio amore con amici e parenti e, finita la festa, felicissimi cercarono di tornare alla propria abitazione per iniziare la loro nuova vita insieme.

Accadde a questo punto qualcosa di davvero strano: passando accanto alla fontana che si trovava all’inizio della strada Michele si fermò. Maria poteva continuare ad avanzare verso casa, ma per lui pareva essere impossibile: era come pietrificato. Per quanto il ragazzo tentasse di andare verso casa con Maria, non ci riusciva.

Maria dal canto suo provava ad aiutarlo, tirandolo per le mani e per le braccia, spingendolo, tentando di trascinarlo, ma ogni tentativo risultò vano. La gioia si trasformò in disperazione; i due amanti provarono per giorni a superare la fontana, ma senza successo.

Alla fine, Michele se ne andò nella direzione opposta a quella della casa dove avrebbe dovuto vivere con Maria. Lei vi andò e si tormentò per giorni: si dice che il suo pianto si potesse udire in tutta la città.

I due ragazzi non si videro mai più e la fontana accanto alla quale Michele si pietrificò venne considerata da tutti maledetta.

Il gancio e la strega

Maria si consumò nel suo dolore. I suoi capelli divennero crespi e persero il loro colore, lei dimagrì fino a ridursi ad uno scheletro. Si colmò di tristezza e risentimento e cominciò a studiare le arti magiche per capire cosa fosse accaduto la sua prima notte di nozze. 

Inizialmente lo fece in segreto ma poi non badò più a tenere nascoste le sue attività. Anzi, per avere di che vivere iniziò a vendere alcuni degli elisir che preparava. Maria divenne una figura spaventosa e venne accusata di molte cose, sia delle malattie che colpivano il quartiere che di improvvise guarigioni. Alcuni dissero d’averla vista danzare col demonio nelle notti di luna piena.

Si era nel pieno degli anni dell’inquisizione spagnola, e così la figura di Maria attirò un certo tipo di timore ed attenzione. Venne catturata e rinchiusa in una gabbia, gabbia che venne appesa a Port’Alba ad un gancio che è ancora oggi visibile. Maria venne accusata di essere una strega e condannata a morire di fame davanti agli occhi di tutti.

Mentre scontava il suo crudele ed ingiusto castigo, Maria gridò fino alla morte: la pagherete tutti! Voi, i vostri figli e nipoti. La pagherete tutti! 

Quando infine morì il suo corpo non si decompose, ma cominciò a pietrificarsi. I giudici dell’inquisizione presero questo evento come un’ulteriore prova della sua colpevolezza: quello era senza dubbio il corpo di una strega.

Nelle notti di Luna Nuova

Maria non ha ancora abbandonato Port’Alba – come vuole la tradizione, il suo è uno spirito tormentato e con tanti conti in sospeso.  Alcuni dicono d’averla vista di sfuggita: un’ombra scura che s’aggira sotto al gancio di quella strada. La notte è possibile sentire la sua voce che si strugge, il suo pianto di disperazione; e quando in cielo c’è la luna nuova, Maria la rossa, la strega, la ragazza maledetta grida ancora: la pagherete tutti! 

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Simona Lazzaro

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