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All’Institut français si impara il napoletano

Napoli, vista dal Parco del Virgiliano.

L’Institut français offre un corso di lingua napoletana. 15 incontri per immergersi nella lingua e nella cultura di Napoli, insieme ad esperti e ad artisti.

Tutti i napoletani amano parlare e sono orgogliosi della propria lingua. Ma quanti sanno scriverla correttamente e la conoscono davvero? E così, per far sì che si possa imparare a usare il napoletano correttamente, all’Institut français di Napoli ritornano i corsi di lingua napoletana. L’iniziativa affonda le proprie radici negli anni ’90, quando l’allora direttore Jean-Noël Schifano avviò per la prima volta delle lezioni di napoletano.

A riprendere questa tradizione oggi è l’attuale console di Francia e direttore dell’Istituto, Laurent Borin des Roziers, rimarcando, così, le relazioni antiche che da secoli legano la cultura francese a quella napoletana, le cui tracce sono facilmente riscontrabili nella lingua che parliamo quotidianamente, e in alcune tradizioni che ancora caratterizzano le nostre comunità.

Il corso di napoletano

La lingua napoletana, dunque, ritorna a riecheggiare all’Institut français. Il corso, partito mercoledì 7 ottobre, prevede una serie di incontri all’interno delle splendide sale di Palazzo Grenoble, in Via Crispi, 86. Il corso consta di 15 incontri, uno a settimana, a cura di Davide Brandi, presidente dell’Associazione di promozione sociale “I Lazzari” e vice-presidente di Alliance européenne pour les Langues Régionales.

Gli incontri si svolgono tutti i mercoledì dalle ore 18 alle 19:15. Nel pieno rispetto della normativa di sicurezza anti-covid, l’accesso è consentito soltanto ad un massimo di 35 persone, con obbligo di prenotazione. La prenotazione e le iscrizioni, fino ad esaurimento posti, devono essere effettuate al numero 081 761 62 62 (selezionare ‘accoglienza’). Il contributo di 10 euro servirà per i materiali didattici.

Brandi condurrà i propri studenti verso il cuore della lingua napoletana, con lezioni che ne esamineranno gli aspetti filologico-letterari, fonologici, morfologici, sintattici. Ma il napoletano sarà approfondito anche in relazione alle lingue che hanno determinato la sua evoluzione.

Il napoletano all’Institut français

È piuttosto scontato, infatti, sottolineare il forte legame esistente tra la cultura francese e quella partenopea. A confermarlo, pagine e pagine di storia che raccontano i secoli di dominazione e la contaminazione linguistico-culturale che ha subìto il Mezzogiorno.

Eppure, ci siamo mai chiesti davvero perché la buatta sia così tanto lontana dall’italiana scatola e così tanto vicina (foneticamente) alla francesissima boîte (/bwat/)? E così per i più ‘classici’ ragù, bignè, dammaggio, mammà, passando anche per sciantosa e vaiassa. Dunque, quali sono le derivazioni linguistiche del napoletano? Qual è la sua storia? E soprattutto, come si scrive? Per non parlare di tutti gli errori che, spesso, si osservano sui cartelloni pubblicitari, sui menù, sulle insegne!

È qui che si inserisce il corso dell’Institut français, che vuole ampliare la consapevolezza degli studenti nei riguardi della lingua napoletana, con uno studio a 360 gradi. Perché imparare una lingua non vuole dire semplicemente comunicare in contesti ‘stranieri’, ma scoprire un nuovo mondo. E diventare più consapevoli della propria lingua è come imparare a conoscere più a fondo la propria storia.

Infatti, oltre agli aspetti più propriamente linguistici, le lezioni affrontano il tema generale dell’identità della lingua napoletana, e la cultura di cui essa è espressione. A questo proposito, il corso è accompagnato da intermezzi artistici, con attori, musicisti, danzatori che forniranno la propria interpretazione della napoletanità. Per esempio, l’ospite di mercoledì 14 ottobre è stato il Maestro Mario Maglione.

Nel corso dell’iniziativa sarà possibile interagire anche con il delegato generale al francese e alle lingue di Francia Paul de Sinety. Ciò non fa che comprovare l’impegno del Ministero della cultura francese nelle politiche di salvaguardia e promozione delle lingue regionali.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina del corso dell’Institut Français, oppure la pagina Facebook dell’Associazione “I Lazzari”.

La ‘rinascita’ del napoletano

Insomma, sembra che l’importanza della lingua napoletana cominci ad essere sempre più riconosciuta, in un momento particolarmente favorevole per la ‘rinascita’ delle lingue locali. Il corso di napoletano dell’Institut français ne è una prova. Oltre a questa interessante iniziativa, lo scorso anno l’Accademia della Crusca ha pubblicato anche il vocabolario del dialetto napolitano, mentre l’Università “Federico II” ha in attivo, sulla piattaforma digitale Federica Web Learning, l’insegnamento di Dialettologia italiana: il napoletano e le altre varietà, tenuto dai professori De Blasi e Montuori.

La lingua infatti non è un mero strumento comunicativo, ma vera e propria custode della cultura di un popolo. Nell’uso della lingua non esprimiamo soltanto la nostra identità, l’appartenenza ad un luogo, ad una comunità, ma diamo voce anche all’evoluzione della lingua stessa e della società di cui è espressione. Tutto questo è ancora più significativo in Italia, Paese dall’affascinante varietà linguistica.

Se vuoi scoprire qualche curiosità in più sulla lingua napoletana, dai un’occhiata anche alla nostra rubrica settimanale BussoLaLingua! Per esempio, sai che cos’è l’arteteca e da dove deriva?

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Tags : InstitutfrançaisLezioni di Napoletanonapoli
Anna Gallo

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