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Sapori Leggendari del Natale: tra baffi e re, i Mustacciuoli

Tra i piatti tradizionali del Natale napoletano non possono certamente mancare i Mustacciuoli. Serviti spesso accanto ai Roccocò, i Mustacciuoli (detti anche Mostaccioli) sono dei biscotti dalla forma romboidale abbastanza grandi, di circa 12 centimetri. Ricoperti di cioccolato, il loro impasto può essere sia duro che morbido ed unendo cacao e miele sono particolarmente amati dai bambini.

La loro origine è incerta e la loro paternità contesa tra diverse regioni: tra baffi e re, ecco la loro storia.

Ma siete Mustacchi o Dolciumi?

Nella sua versione partenopea, i Mostaccioli non hanno niente a che fare con il mosto – presente invece in altre variabili regionali.

Secondo alcuni studiosi, il nome di questi biscotti potrebbe derivare non dalla presenza del mosto ma dalla loro forma a rombo: questa avrebbe infatti ricordato dei baffi molto in voga nell’ottocento, i mustacchi.  Pare infatti che i bambini, fino a qualche decennio fa, fossero soliti giocare con i dolci mettendoseli sul viso in modo da simulare la presenza di quei folti baffi.

Mustacei e Mostazoli

Tuttavia è probabile che il nome Mostaccioli indichi una comune origine tra i Mustacciuoli napoletani ed altri dolci molto simili presenti in altre regioni. 

Un antenato comune di tutti i Mostaccioli sembra essere descritto già da Catone, che parlava di focacce dolci dette Mustacei. L’impasto di questi Mustacei sarebbe stato a base di farina, mosto ed anice, e venivano indicati dai romani come dolci da consumare per favorire la digestione.

In epoca medioevale si trova nuovamente traccia dei Mustacciuoli, indicati questa volta come Mostazoli. La ricetta parrebbe essere stata simile, se non identica, a quella romana ma il diametro delle focaccine medioevali risultò essere molto ridotto rispetto alla variante romana.

Ad un certo punto a Napoli la ricetta s’è affrancata dalle sue sorelle di altre regioni, eliminando il mosto e sostituendolo con il miele. Stabilire di chi sia la paternità effettiva dei primi Mostaccioli è impossibile, ma c’è una leggenda che forse ci può suggerire come e da dove i Mostaccioli siano arrivati a Napoli.

Un monaco misterioso ed un re molto malato

Un giorno, in un paesino estremamente misero che viveva dei frutti della terra giunse un monaco. Il monaco non disse il suo nome e non raccontò niente di sé: nonostante questo, un contadino gli offrì ospitalità.

Per ringraziarlo, il monaco gli diede una ricetta per fare dei biscotti. Ma, avvisò il monaco senza dare ulteriori spiegazioni, si trattava di biscotti davvero speciali, come avrebbe il contadino stesso scoperto. Prima di svanire all’improvviso senza lasciar traccia, il monaco misterioso disse al contadino che lui stesso avrebbe trovato un nome a quella speciale delizia. 

Svanito nel nulla il monaco, il contadino tornò a casa e con la moglie iniziò ad eseguire la ricetta dei biscotti. Mentre li preparavano, insieme pensarono di aggiungere del mosto all’impasto e da quella scelta il biscotto prese nome: avevano cucinato i primi Mostaccioli.

I Mostaccioli divennero così la specialità di Agnone, nel Molise. Ben presto divennero dei biscotti leggendari, di cui si narravano le cose più incredibili; tra le altre, che dessero un’incredibile energia e facessero così guarire da quasi tutti i mali.

Ferdinando II, re di Napoli, si ritrovò improvvisamente malato. Sentendo parlare di quei miracolosi biscotti, mandò degli uomini ad Agnone affinché gliene procurassero.

Dopo qualche giorno, gli uomini fecero ritorno a Napoli e consegnarono al re i preziosi Mustacciuoli. Confidando nelle storie che aveva sentito a riguardo, il re ne consumò un intero piatto sperando di sentirsi meglio.

Incredibilmente, fu ciò che davvero accadde: il re guarì e da allora iniziò a consumare regolarmente i Mustacciuoli, la cui ricetta venne condivisa con il popolo, che la fece propria e ne derivò alcune varianti.

Così i Mustacciuoli arrivarono a Napoli e dalla ricetta della città sparì il mosto che aveva dato loro il nome. Ancora oggi sono tra i dolci più amati da grandi e piccini, che ne consumano in grande quantità per quasi un mese, fino al giorno di Natale: che siano o meno davvero così magici, il loro gusto li rende comunque deliziosamente leggendari.

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