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Cultura

BussoLaLingua // Perché si dice “Avimmo perduto Filippo e ‘o Panaro”?

Quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, quando si perdono tutte le energie investite in un progetto, quando si vuole intendere d’aver subito una beffa oltre che il danno oppure quando per aver indugiato troppo a lungo si perde un’occasione, in Campania si usa un’espressione un po’ strana:

Avimmo perduto Filippo e ‘o Panaro!

Sovente accompagnata da mugugni disperati, questo bizzarro modo di dire è noto a tutti gli abitanti della regione, anche se in pochi oramai ricordano perché si usi dire così.

Se siete tra coloro che non sanno chi sia questo Filippo misteriosamente disperso e come si sia perduto il prezioso panaro, non abbiate timore: #BussoLaLingua è qui per voi, pronta a dissipare le tenebre che attanagliano quest’espressione bizzarra e per svelare a voi, ormai cari lettori, tutti i suoi segreti.

Un’espressione teatrale

Tutto è da ricondursi ad Antonio Petito, ottocentesco attore teatrale e drammaturgo napoletano.

Noto come “Totonno ‘o pazzo” per via della sua vivacità, fu insolitamente apprezzato sia dai ceti popolari, per i quali si esibiva principalmente, sia dall’alta borghesia.

Il ruolo che interpretò principalmente fu quello della maschera di Pulcinella al Teatro di San Carluccio e l’espressione “Avimmo perduto Filippo e ‘o Panaro!” deriva proprio da una delle farse pulcinellesche scritte dal drammaturgo.

Durante la rappresentazione, un nobile di nome Pancrazio affidava ad un suo servo di nome Filippo un panaro ricolmo di ogni sorta di delizie e cibarie, raccomandandogli di riportare il cestino a casa.

Ma Filippo, disobbedendo al suo ordine, invece di fare ciò che Pancrazio gli aveva detto finisce per divorare tutto il contenuto del panaro insieme ad alcuni suoi amici.

Rendendosi conto d’incorrere nella certa ira del nobile, Filippo fugge via. Dopo una lunghissima attesa, infine Pancrazio si rassegna: il suo servo non tornerà mai. E’ allora che, sconfitto ed esasperato, esclamerà: “Avimmo perduto Filippo e ‘o Panaro!

Avimmo perduto Filippo e ‘o Panaro!

Nonostante la particolarità di questo modo di dire, la sua spiegazione è in realtà assai semplice. 

Dopo aver letto questa breve storia ed aver scoperto chi sia il malfidato Filippo, ora anche voi potrete esclamare, esasperati dalle circostanze e dalle indecisioni, di aver perduto Filippo e panaro.

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Tags : antoniopetitobussolalinguafilippopanaroteatro
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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