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Cultura

Leggende della Campania: Mergellina, la ninfa ed il pescatore

Il lungomare di Mergellina è indubbiamente uno dei luoghi più belli e suggestivi di Napoli, e forse quello che evoca più di tutti, nella fantasia popolare, la nostra città. Ma, come abbiamo già avuto modo di scoprire, spesso è stata teatro di fatti misteriosi o sanguinosi; le acque del mare di Mergellina nascondono incantesimi, morti e segreti.

Sul fondo del mare di Napoli c’è anche ciò che ha dato a Mergellina il suo nome. Questa settimana vi raccontiamo la storia di un pescatore, di una ninfa e di questo nome sommerso.

Un pescatore fortunato

Il protagonista di questa storia è un pescatore che era baciato dalla buona sorte. La sua pesca era sempre abbondante, in qualsiasi condizione fosse il mare: era un pescatore fortunato.

Il pescatore passava il giorno tra ami e remi, rallegrandosi della sua pesca abbondante e ringraziando il cielo per la sua fortuna. Viveva felice e spensierato una vita semplice che tuttavia lo soddisfaceva.

Un giorno, tuttavia, parve che la fortuna che l’aveva sempre accompagnato l’abbandonasse: vide infatti qualcosa, tra i flutti del mare, che l’avrebbe condotto alla rovina.

Una ninfa con la cetra

Tra le onde si ergeva la figura di una ninfa bellissima. La pelle della creatura era candida come la neve e boccoli biondi le incorniciavano il viso; la bella bocca si schiudeva mentre cantava accompagnata da una cetra suonata dalle mani affusolate e delicate.

Il pescatore fortunato ne fu incantato non appena posò lo sguardo su di lei. Abbandonò lenza ed esche e si avvicinò alla sua figura per sentire meglio la sua voce ed il suo canto.

La ninfa concluse la sua canzone e rise; dopodiché si immerse nel mare, sparendo alla vista del pescatore.

Il nome di Mergellina

Il pescatore seguì la ninfa, chiamandola, fino ad arrivare molto lontano dalla riva.

Ma il mare era agitato e l’uomo dopo qualche tempo divenne stanco; tre volte venne sommerso dall’acqua e tre volte riemerse, ma, la quarta volta, sparì nel fondo del mare e non tornò più a galla.

I suoi concittadini lo cercarono per giorni, per mesi, ma il suo corpo non venne mai trovato. Diedero allora, in sua memoria, il nome del pescatore (s)fortunato al luogo dov’era annegato: Mergellina.

Notti di mezza estate

La ninfa, invece, si fece ancora viva: diverse volte venne avvistata, poco lontano dalla riva, a suonare di notte la propria cetra.

Ancora oggi, si dice che la si possa udire cantare e a volte addirittura vedere durante le notti d’estate, quando le stelle brillano e sono più luminose. Alcuni sperano che il pescatore fortunato non sia annegato ma che l’abbia raggiunta e che, in realtà, siano ancora insieme grazie a qualche incanto o stregoneria.

E voi, la ninfa, l’avete vista? Avete udito il suo canto? Fate attenzione, la prossima volta che vi capita di passeggiare la sera nei pressi del lungomare: potreste scorgerla mentre s’affaccia appena oltre il filo dell’acqua, guardando le stelle con aria trasognata.

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Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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