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Cultura

Leggende sul Natale in Campania: I Lupi Mannari dell’Irpinia

Pensate forse che le storie, le leggende ed il folklore della Campania si esauriscano con racconti di streghe, fattucchiere e fate beneauguranti? La nostra è una regione maledetta ad un passo da nidi di draghi e dall’inferno, e non si fa mancare proprio nulla: tra le creature oscure che si muovono nella notte nei boschi, in mezzo a demoni e diavoli ci sono anche dei Lupi Mannari.

Proprio così; queste creature pericolose vivono nel cuore dell’Irpinia e, anche se forse non ci crederete, sono nate tutte nel giorno di Natale.

Buon Natale: ritratto dei Lupi Mannari

Si dice che i Licantropi debbano la propria natura scellerata alla data in cui sono nati. Le anime di coloro che sono venuti al mondo durante la notte del 25 Dicembre avrebbero secondo le credenze popolari sfidato il Signore scegliendo volontariamente di nascere nello stesso giorno di Gesù Cristo.

Dio, per punire questa loro insolenza, costringe queste anime dannate a vivere a metà strada tra una duplice natura: parzialmente umani e parzialmente demoni, una volta al mese sono condannati a diventare delle bestie.

E’ la Luna a dare inizio alla trasformazione; durante la notte del plenilunio, il sangue dei Lupi Mannari inizia a ribollir loro nelle vene. Colti da una sensazione di insopportabile calore, i dannati si strappano di dosso le vesti e cercano disperatamente refrigerio, gettandosi nell’acqua e nel fango, ululando alla luna il loro dolore.

Mentre ciò accade, i Licantropi subiscono una metamorfosi: la schiena s’incurva, la pelle si ricopre di pelo e il viso s’allunga in un muso.

Si trasformano in Lupi – ma non del tutto. Sebbene conservino appena un’eco della loro coscienza umana e siano molto simili agli animali feroci da cui prendono il nome, è possibile distinguerli da questi per delle caratteristiche quali il non avere una coda ed avere cinque dita invece delle quattro proprie dei lupi normali.

Completata la trasformazione i Lupi Mannari, accecati da una terribile fame, devastano tutto quanto quel che hanno intorno. La loro coscienza s’assottiglia al punto che potrebbero divorare il proprio figlio o la propria madre senza rendersene conto, risvegliandosi al mattino ricoperti di sangue e frattaglie senza serbare alcun ricordo del delitto appena commesso.

Come combattere un Licantropo: le ricette dell’Irpinia

Alcuni rimedi per combattere e uccidere i Licantropi sono comuni ad altre tradizioni, anche molto lontane da quella Campana – ad esempio, colpire un Lupo Mannaro con una pallottola d’argento parrebbe essere particolarmente efficace, come pure agitare verso di loro una croce.

Ci sono tuttavia delle usanze specifiche della regione dell’Irpinia per scappare dai Licantropi, che qui sono chiamati Pampanari – poiché si coprono solo di fogliame, detto pampene.

Tra questi rimedi, c’è il salire su di una scala che ha più di tre scalini, poiché lì i Lupi non potranno seguirvi; se invece riuscirete a fuggire verso un incrocio il Licantropo si paralizzerà e non potrà raggiungervi.

Se poi volete ritardare o controllare la trasformazione mensile di un Lupo Mannaro non dovrete fare altro che consigliargli un bel bagno in acqua e zolfo; per invertire la trasformazione e far tornare uomo un Lupo,  dovrete riuscire a pungerlo con un oggetto metallico sulla mano destra, facendo bene attenzione che dalla ferita sgorghino almeno tre gocce di sangue – un rituale che dovrebbe rievocare la crocifissione.

Ed a proposito di croci, se colpirete un Licantropo con uno dei chiodi di una croce il dannato probabilmente morirà.

Il Matrimonio di un Lupo Mannaro

Molte leggende raccontano di incontri ed amori sbocciati tra esseri umani e Licantropi.

Ce n’è una molto famosa che si dice che si sia svolta lì dove oggi sorge la città d’Avellino. Una ragazza, tanto buona quanto bella, un giorno passeggiando per i boschi vide un uomo che non conosceva. Rimase ammaliata dai suoi occhi dorati e se ne innamorò al primo sguardo.

L’uomo viveva da solo nel bosco, isolato, e su di lui i compaesani della ragazza raccontavano storie raccapriccianti – in molti giuravano che dalla sua casa venissero grida terribili e spaventose, da far accapponare la pelle, e che più d’una volta fosse stato scorto aggirarsi nel bosco nudo e ricoperto di sangue.

La ragazza non badava alle dicerie: era innamoratissima dell’uomo dallo sguardo dorato e così, quando lui le chiese di sposarlo, gli disse di sì. Nonostante l’opinione contraria della famiglia della ragazza, i due innamorati convolarono a nozze.

All’inizio tutto pareva andar bene; la vita con l’uomo era proprio ciò che la ragazza si aspettava e che desiderava. C’era solo una stranezza: una volta al mese l’uomo le diceva che quella notte sarebbe uscito di casa e che non sarebbe tornato fino al mattino, e così era. Le raccomandava di fare attenzione e di non uscire, per nessun motivo, dalla loro casa; aggiungeva alle sue raccomandazioni, infine, di aprire solo dopo aver sentito bussare alla porta per tre volte, non una di più e non una di meno.

I primi mesi la ragazza sopportò quella stranezza senza porsi domande, ma poi accadde qualcosa. Alcuni dicono che siano state le sue amiche a suggerirle di scoprire cosa combinasse il marito durante le sue assenze, altri dicono che, durante una di quelle notti, qualcuno avesse bussato una sola volta alla porta della loro casa: quale che sia il reale motivo, non importa. Che sia stato per sospetto, per curiosità o per ingenuità, ciò che conta è che la ragazza aprì la porta di casa e si ritrovò ad affrontare un gigantesco Lupo che l’attaccava.

La ragazza purtroppo non ebbe scampo; il Lupo era molto più forte e feroce di lei e la uccise mordendole il collo. Poi il mattino sorse portando la verità: il Lupo che l’aveva aggredita altri non era che il marito. Vedendo ciò che aveva fatto alla donna che amava l’uomo, disperato ed inorridito da se stesso, si tolse la vita.

Non è proprio una storia di Natale

Non sembrano proprio storie adatte al Natale, ma è da lì che nascono. Che conosciate o meno qualcuno nato il 25 Dicembre, siamo abbastanza tranquilli nell’assicurarvi che molto probabilmente non si tratta di un Lupo Mannaro. Tuttavia, allo scopo di evitare qualsiasi imprevisto, forse sarebbe meglio non aprir loro la porta a meno che non bussino esattamente per tre volte: non una di più, e non una di meno. Almeno, durante le notti di Luna piena…

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Simona Lazzaro

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