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BussoLaTavola // Il Polpo alla Luciana che “se coce int’ all’acqua soja”

Il Polpo alla Luciana – cotto insieme a pomodoro, capperi, aglio e olive di Gaeta – è un piatto tipicamente napoletano. Ma sapete da cosa deriva il suo nome? E che da questo piatto deriva anche un famoso detto? Questa settimana #BussoLaTavola vi svela tutti i segreti e l’origine di questo piatto delizioso.

Il Polpo del borgo di Santa Lucia

C’è un motivo se il Polpo alla Luciana si chiama così: è infatti un piatto che nasce nel borgo di Santa Lucia, i cui abitanti vengono chiamati “luciani”. Il Borgo sorge sull’isolotto di Megaride, a livello del mare e vicinissimi a Castel dell’Ovo.

Il borgo di Santa Lucia era abitato da pescatori che, la sera, erano soliti cucinare e cenare con i polpi freschi pescati in giornata. Il metodo utilizzato dai pescatori per catturare i polpi era il cosiddetto sistema “delle anfore”: sistemavano nell’acqua dei vasi di terracotta e delle pietre bianche al mattino, e la sera vi trovavano dei polpi.

#BussoLaLingua a sorpresa: ecco perché si dice ‘o purp’ s’adda cocer’ rint’ all’acqua soja!

I polpi appena pescati venivano poi tagliati in pezzi e sistemati in una casseruola di terracotta coperta da un panno. La cottura era e doveva essere estremamente lunga, così che il caldo potesse ammorbidire la carne del polpo.

La ricetta tradizionale vuole che non si aggiunga né acqua né olio e che non si possa sollevare il panno fino alla fine della cottura: il modo migliore di cucinare ed insaporire il polpo era quello di farlo cuocere nel suo stesso sugo – ed ecco da dove deriva il celebre modo di dire “‘o purp’ s’adda cocer’ rint’ all’acqua soja“.

Questo detto viene utilizzato quando si ha a che fare con persone presuntuose, che non accettano consigli, eccessivamente sicure di sé fino al limite della tracotanza oppure quando qualcuno assume un comportamento scorretto. Si dice allora che costoro devono “cuocere nella propria acqua“, proprio come il polpo, perché le loro azioni o il loro comportamento gli si ritorcano contro e li facciano rendere conto del proprio errore.

E’ un modo di dire che inneggia alla pazienza ed all’attesa: non è necessario ordire piani e complotti affinché le cose rivelino la loro vera natura; prima o poi, tutto torna indietro spesso senza che sia necessario intervenire in alcun modo.

Il Polpo alla Luciana

Anche se è necessario davvero molto tempo per poterlo cucinare come si deve, non possiamo che dire che l’attesa vale decisamente la pena: non ci resta che gustare questo piatto delizioso foriero di saggezza e modi di dire assai carichi di buonsenso. 

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Tags : borgosantaluciabussolatavolanapolipolpoallaluciana
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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