close
Cultura

Natale in Campania: cosa c’è in fondo al Pozzo del Presepe?

pozzo

Tra demoni, messaggi dal futuro, papere e mostri dalle dita lunghe, ecco le leggende più spaventose e strane sui Pozzi, elemento irrinunciabile del Presepe napoletano.

Il Pozzo e il Presepe

Oramai manca davvero poco a Natale, ed a Napoli tutto è pronto: è stato addobbato l’albero, deciso il menù della Vigilia e completato il Presepe.

Ma osservatelo bene, questo vostro Presepe, prima d’essere assolutamente certi che la sua preparazione sia conclusa; grande o piccola che sia, infatti, nessuna rappresentazione della Natività può dirsi completa se manca un elemento molto particolare: stiamo parlando del Pozzo. Aggiungere un piccolo pozzo al Presepe non solo è usanza diffusa e necessaria al rispetto della tradizione, ma è anche di buon auspicio.

Qualcuno forse si mostrerà stranito o perplesso, leggendo queste parole, ma dovete sapere che nel folklore Campano sono tantissime le leggende che legano indissolubilmente il Pozzo al Natale e dunque al Presepe. Alcune di queste storie sono un po’ inquietanti, altre decisamente strane: questa settimana ve le raccontiamo tutte.

Il Pozzo è un collegamento

Il Pozzo è, in tutte le sue rappresentazioni e simbologie, un collegamento, una strada tra la Terra e gli Inferi. Dai pozzi risalgono voci inquietanti e riflessi spaventosi, e questo non solo nelle leggende napoletane.

Nei Pozzi si nascondono strane creature, presagi di morte: sono un collegamento con le Tenebre, con mondi capovolti e spaventosi dove gli esseri umani non dovrebbero mai mettere piede.

Maria a’ Manilonga sul fondo del Pozzo

In Campania si raccomanda bene ai bambini di non andare mai e poi mai a prendere l’acqua ad un Pozzo nel periodo più vicino al Natale. Ad attenderli acquattata sul suo fondo c’è infatti una creatura spaventosa, che non aspetta altro che qualche imprudente bambino disobbedisca ai genitori per trascinarlo sul fondo del Pozzo.

Questa creatura è nota come Maria a’ Manilonga, una donna scheletrica e spaventosa, dalle braccia lunghissime e dalle dita scheletriche che si protendono verso l’alto per agguantare i bambini disobbedienti.

Alcuni credono che la leggenda di Maria a’ Manilonga sia stata una storia raccontata un po’ come spauracchio ai più piccoli, per evitare che, nelle notti più buie e fredde dell’anno, si avvicinassero ai Pozzi rischiando di cadervi – quale che sia l’origine di questa strana leggenda natalizia, possiamo certamente dire che sia una storia un po’ inquietante che regala un brivido anche ai più grandi.

Messaggi dal futuro e dall’Inferno

Non è tuttavia l’unica storia di paura che in Campania lega Pozzi e periodo natalizio.

Anche agli adulti era sconsigliato di andare a tirar su dell’acqua dal Pozzo a Natale. Dal fondo del Pozzo, infatti potevano arrivare messaggi terribili, alcuni dal futuro ed altri dall’inferno: nell’acqua si sarebbero infatti riflessi i volti di coloro che sarebbero morti entro l’anno – ma non solo.

Dalle profondità oscure del Pozzo risalgono degli esseri demoniaci dal volto umano: questi mostri, che arrivano direttamente dagli inferi, avrebbero risucchiato l’anima di chiunque si fosse sporto troppo dal Pozzo, indemoniandone il corpo e sostituendosi a lui nella vita di tutti i giorni.

Una papera davvero inquietante

E se queste sono leggende spaventose, ce n’è una inspiegabile e decisamente strana.

Si dice infatti che non ci si dovrebbe appropinquare ai Pozzi durante il periodo di Natale anche perché si rischia di incontrare una papera che galleggia sulla sua superficie.

Sì, avete capito bene: una papera! Ed è un volatile a quanto pare così spaventoso da terrorizzare per sempre, per tutta la vita, chiunque incroci il suo sguardo, riducendolo all’ombra di se stesso.

Secondo alcune versioni, questa strana papera è la cosiddetta a’ Papera Cugliuta, ovvero una papera con dei giganteschi attributi maschili – così gargantueschi da terrorizzare chiunque li osservi.

Il Pozzo

Sono insomma tantissime le leggende che in Campania legano i Pozzi al Natale. E’ quindi facile immaginare perché sia usanza inserirlo nel Presepe – e, forse, il buon auspicio di cui questo gesto è stato ammantato ha più che altro un sapore esorcizzante e scaramantico.

E voi? Quando avete fatto il presepe avete aggiunto il piccolo Pozzo? Se non l’aveste ancora fatto, siete fortunatamente ancora in tempo per rimediare… non vale la pena di non farlo e rischiare di incontrare certi mostri e certe papere, non trovate?

Non perderti gli altri articoli sulle leggende della Campania:

_

Continua a seguire il nostrosito e la pagina Facebook de La Bussola per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Instagram!

 

 

Tags : BussoLaLeggendaleggendedellacampaniamariaamanilonganatalepaperacugliutapresepe
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

Leave a Response