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Cultura

BussoLaLeggenda // Il Fantasma di Porcellana di Capodimonte

Questa settimana, #BussoLaLeggenda vi racconta la storia una storia di fantasmi e di porcellana…

Una creatura misteriosa ed innamorata

Ci sono fantasmi che vagano su questa terra cercando qualcuno che li ascolti.

Alcuni non accettano la propria dipartita e ripercorrono eternamente i loro ultimi passi come se sperassero in un finale più clemente, altri sanno bene d’esser ormai morti e desiderano solo una vendetta. Certe anime, invece, sono pure, scevre di sentimenti crudeli, e si limitano a versare lacrime per i loro perduti amori.

C’è un fantasma, invero, che si discosta da ognuna di queste categorie. E’ un fantasma silenzioso, della cui storia sappiamo ben poco – e forse nemmeno d’un vero e proprio fantasma si tratta, ma di una creatura fantastica e misteriosa di cui nessun’altra leggenda sembra parlare.

Oggi vi raccontiamo la sua storia, la storia del Fantasma di Porcellana che viveva nel bosco di Capodimonte: la sua è una storia d’amore e purezza, di anime fragili e di vendetta.

Un uomo senza desideri

Tempo fa viveva a Napoli un uomo assai mite. Nella sua vita c’era una fanciulla in carne ed ossa che si struggeva d’amore per lui, che lo desiderava: ma non era ricambiata.

L’uomo non provava per lei né per nessun’altra alcun trasporto; pareva in realtà che non desiderasse assolutamente nulla. L’uomo aveva un temperamento malinconico, e una parte di lui gli ripeteva spesso che non c’era probabilmente nulla e nessuno, su questa terra, che potesse essere oggetto del suo amore.

S’aggirava spesso, di notte, nel verde del bosco di Capodimonte, guardando le stelle e chiedendosi perché fosse fatto proprio in quella maniera e se avrebbe mai incontrato una donna che potesse accendere in lui la fiammella dell’amore.

Bianca come la Porcellana

Fu proprio mentre passeggiava nel bosco che la vide per la prima volta: nella notte, tra gli alberi e gli arbusti, vide una figura luminosa e sfuggente dalle sembianze di fanciulla.

Provò ad inseguirla, ma non riuscì a raggiungerla. Provò a chiamarla, ma lei non rispose. Tuttavia, dal momento in cui lo sguardo di lui s’era posato su quella figura bianca come la porcellana, l’uomo senza desideri s’era ritrovato a struggersi per lei.

Tornò nel bosco la notte successiva, e la vide ancora. Stavolta la fanciulla, pur rimanendo a debita distanza, non fuggì alla vista dell’uomo. Lui la salutò, ma lei non rispose, limitandosi ad accennare un sorriso.

Era chiaro che la fanciulla non fosse di questo mondo: pareva più un fantasma, un’emanazione d’un’altra dimensione. Tuttavia i due continuarono ad incontrarsi: lui le parlava, sperando in una sua risposta, ma il fantasma non gli rispondeva mai; al massimo, gli riservava un tiepido sorriso, simile a quello d’una bambola di porcellana.

Un amore fragile

Gli incontri tra l’uomo e quell’incantevole e candida creatura continuarono. Lui continuava a parlarle, a raccontarle di sé ed a lodare la sua bellezza di porcellana.

Infine, un giorno, lui le chiese: “Io t’amo; e tu, mi ami?

E finalmente il fantasma rispose, senza muovere le labbra: “Sì!”

L’uomo senza desideri, che ora desiderava, preso dall’emozione si avvicinò alla fanciulla e l’abbracciò: quando lo fece, sentì un terribile rumore. Somigliava ad un crepitio, a qualcosa che si stava per rompere, e così in effetti era: la tanto amata ragazza si sbriciolò in mille frammenti di porcellana tra le sue braccia, lasciandolo sconvolto, addolorato ed incredulo.

Il loro amore era impossibile e fragile, e s’era appena infranto.

La vendetta delle Statue

Ma i guai di quel pover’uomo non s’erano esauriti.

Non appena infatti quella candida fanciulla s’infranse in quel fatale abbraccio, le statue che vivevano a Capodimonte, tutte, si animarono, e si diressero di corsa verso l’uomo.

Cavalli e cavalieri, titani, eroi e divinità: tutti si scagliarono contro l’uomo, chi con gli zoccoli e chi con le spade. Lo malmenarono fino a farlo cadere ed infine venne fulminato dalla statua di Giove e sepolto con dei pesanti massi da titani.

Compiuto quello scempio, vendicata la fanciulla di porcellana ed ucciso il malcapitato, le statue tornarono al loro posto, tornando ad essere inanimate.

Il Fantasma di Porcellana

Non sappiamo chi o cosa fosse questo fantasma di porcellana, dalla pelle candida ed il sorriso incantevole; l’unica cosa cera è che, se doveste ritrovarvi per caso a Capodimonte di notte e vedeste un’ombra bianca venirvi incontro, non vi conviene parlarle né avvicinarvi: se le faceste del male, potreste risvegliare le terribili statue…

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Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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