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Cultura

BussoLaLeggenda // La leggenda dell’Alchimista e del Ponte dei Diavoli di Salerno

Questa settimana #BussoLaLeggenda vi parla di alchimisti, di patti col diavolo, di ambizione e di anime: ecco per voi la storia del Ponte dei Diavoli di Salerno.

Il Ponte dei Diavoli

Se vi doveste ritrovare a passeggiare tra le strade di Salerno state attenti: non lasciate che le bellezze della città vi distraggano e non ignorate le parole delle leggende. Ci sono alcuni luoghi intrisi di magia e di mistero, dove si dice che si rischi di fare incontri pericolosi e spaventosi che potrebbero addirittura, stando alle parole di queste storie, essere fatali.

Nelle ore scure poste al di là del tramonto abitano esseri che vengono dagli inferi, irrequieti e crudeli – questo, dopo aver letto di tante leggende, ormai lo sapete – ed a Salerno sembra che questi diavoli avidi infestino un luogo in particolare: il cosiddetto “Ponte dei Diavoli“.

Le storie parlano chiaro: durante la notte e la sera, non appena il sole sparisce dietro la linea dell’orizzonte, le anime di coloro che passano sotto gli archi del ponte verranno reclamate dagli abitanti degli inferi. Per questo i salernitani che prestano orecchio alle voci bisbiglianti delle leggende evitano il ponte.

Ma perché siffatte creature dovrebbero nascondersi all’ombra degli archi di questo ponte? Se siete curiosi e volete conoscere anche voi la storia di questo luogo infausto, non vi resta che seguitare nella lettura della nostra rubrica.

Questa settimana #BussoLaLeggenda vi parla di alchimisti, di patti col diavolo, di ambizione e di anime: ecco per voi la storia del Ponte dei Diavoli di Salerno.

L’Alchimista di Salerno

Viveva un uomo, a Salerno, conosciuto col nome di Pietro Barliario. Si trattava di un medico ed un alchimista assai colto e dalla sconfinata ambizione.

Sono tante le leggende che ruotano intorno a quest’ambigua figura, ed in ciascuna di queste l’alchimista salernitano ha un rapporto decisamente confidenziale col demonio. Grazie all’opera del diavolo sembra che tirasse scherzi mancini e un po’ crudeli a chiunque si opponesse al suo volere, che talvolta facesse spuntare sui loro capi delle corna puntute e pare che le donne più affascinanti della città non riuscissero a resistergli. Alcuni dicono che grazie a questi poteri occulti fosse capace di trasformare anche l’acqua in vino.

In una sola notte

Al suo rapporto con gli abitanti degli inferi è ricondotta la costruzione del celebre ponte di cui parliamo in questa leggenda.

Pare infatti che a diavoli e demoni si sia rivolto Pietro Barliario quando fu incaricato di costruire un acquedotto. In una notte di violentissima tempesta le creature infernali emersero dall’abisso e in poche ore innalzarono gli archi dell’acquedotto.

Così, grazie ad oscure magie, il ponte venne innalzato in una sola notte. I diavoli però, si sa, non fanno nulla senza esigere un pagamento: così fu anche quella volta, ed il prezzo da pagare fu decisamente esoso.

Il medico-alchimista strinse col diavolo un patto secondo cui avrebbe potuto reclamare con diritto le anime di tutti coloro che sarebbero passati sotto gli archi dell’acquedotto dopo il tramonto.

Le leggende vogliono che anche oggi non sia accadimento raro quello d’incontrare figure infernali e spiriti malvagi sotto gli archi del ponte anche nelle ore diurne, e che durante notte il diavolo reclami ancora le anime dei viandanti.

Per questo l’acquedotto è noto ancora con il nome di “Ponte dei Diavoli”.

La vendetta del Diavolo

La storia di Barliario non si conclude felicemente, come tutte quelle che hanno a che fare col demonio.

La leggenda narra che capitasse talvolta che Barliario si assentasse dal proprio laboratorio per dei viaggi e che, proprio durante una di queste assenze, il diavolo decise di tirargli un tiro mancino: i giovani figli dell’alchimista (alcuni dicono che si trattasse dei nipoti), Fortunato e Secondino, s’infilarono nell’antro del mago.

Come fanno sempre i bambini, i piccoli si misero a frugare tra gli oggetti che il padre impediva loro di toccare. Forse fu per colpa di un incantesimo proibito contenuto in un vecchio libro, secondo qualcuno fu per via di qualche veleno nascosto nella dispensa di Barliario, fatto sta che i due fanciulli ebbero un malore.

Contorcendosi, caddero al suolo. Si dice che quando l’alchimista li trovò così, riversi in terra e privi di vita, abbia perso la ragione: implorando il perdono del Signore per le atrocità compiute in compagnia del diavolo, si convertì e divenne monaco.

Il Ponte dei Diavoli

Questa è la storia del povero Barliario e del Ponte dei Diavoli. Chi non crede alle leggende ed alle storie della tradizione orale dice che il ponte non fu davvero edificato in una sola notte – i salernitani si sarebbero lasciati impressionare dalle nuove tecniche ingegneristiche usate da Barliario nel costruirlo e vi avrebbero scorto la mano del demonio, facendo derivare da queste circostanze la leggenda.

Che ci crediate o meno, è innegabile che al tramonto le ombre lunghe dipinte dal ponte riescano a suggestionare la fantasia di tutti, anche dei più scettici. La luce del sole morente gioca spesso brutti scherzi, ma, se vi sembra di scorgere la figura di un diavolo sotto quegli archi maledetti, forse fareste meglio a deviare il vostro percorso.

In fondo, l’anima è una sola, e barattarla col demonio per passare sotto un ponte sarebbe davvero un pessimo affare.

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Tags : BussoLaLeggendaleggendeSalerno
Simona Lazzaro

The author Simona Lazzaro

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