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Il fantasma innamorato di Monte Janara

Ormai lo sapete, cari lettori: la Campania è un luogo magico e ricco di racconti fantastici. La terra di cui la nostra regione è composta assorbe la realtà e la trasforma in leggenda, in miracolo, in incanto, mutando il sangue in inchiostro e i corpi dei morti in storie fatte di santi e maledizioni.

Nelle dicerie e nelle favole tutti si trasformano in fantasmi; pare che nessuno sia capace di abbandonare questi palazzi e queste case e nemmeno il nostro mare e i nostri monti: le strade, anche quelle meno battute, sono affollate di spettri, così come anche paesini e vallate.

Una triste leggenda e un fantasma disperato abitano persino Valle Agricola, un piccolo comune in provincia di Caserta che conta poco più di ottocento abitanti. Nelle notti di luna piena si racconta che lo si possa vedere mentre vaga disperato, gridando qualcosa contro il cielo – secondo alcuni un nome, a sentire altri una preghiera.

Oggi, come fossimo bardi o cantastorie, vi cantiamo la sua storia: ecco per voi la leggenda del fantasma innamorato di monte Janara. E’ una storia di sangue e ingiustizia, di disperazione e di soldati: ma, soprattutto, è una storia d’amore.

Due innamorati

In un tempo molto lontano vissero, a Valle Agricola, due giovani innamorati. Lei, bianca come la luna e dai capelli corvini, seppe che lui sarebbe stato il suo grande amore non appena lo vide; e lui, tanto scuro quanto lei candida, giurò di amarla e proteggerla non appena incrociò il suo sguardo ceruleo.

Furono insieme, invero, per pochissimo tempo, ma il loro amore fu tanto palese e intenso da diventare subito leggenda; dopo pochi mesi di frequentazione decisero di sposarsi e così cominciarono i preparativi per le nozze.

Fu cucito l’abito per la sposa e costruita una casa dove avrebbero dovuto vivere insieme; avvisati i parenti, decise le danze e persino intrecciate le corone di fiori che avrebbero adornato i loro capi, non restava che una sola incombenza: chiedere il permesso di sposarsi al signore locale, un Conte che viveva in un castello poco lontano.

Un conte crudele

I due raggiunsero nel giorno stesso delle nozze quel luogo imponente e chiesero dunque la benedizione del Conte, che però, vedendo la bella fanciulla e i suoi occhi di cielo, venne preso da una lussuriosa cupidigia.

Vigeva allora, o almeno così racconta la leggenda, lo Ius Primae Noctis, il diritto cioè del signorotto locale di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa senza che il marito potesse opporre alcuna resistenza; il Conte reclamò tale diritto e il promesso sposo si ribellò a quella terribile richiesta.

Il Conte, ridendo, lo scacciò dal castello e rinchiuse la fanciulla dai capelli corvini in una delle stanze del maniero, dove avrebbe dovuto attenderlo in attesa della notte.

L’ultimo bacio

La fanciulla, disperata, pianse per ore, convinta di non poter evitare quel drammatico destino; non sapeva però che il suo amore intendeva tener fede al giuramento che aveva fatto sin quando aveva incontrato, per la prima volta, il suo sguardo: amarla e proteggerla. 

Il giovane riuscì a intrufolarsi nel castello e, proprio mentre il Conte stava per entrare nella stanza della sua amata, lo colpì, trafiggendogli il cuore con un pugnale dalla lama lunga e sottile. Ucciso quell’uomo crudele, lui spalancò la porta e strinse al petto il suo tesoro.

I due fuggirono dal castello, tenendosi per mano nella loro folle corsa. Giunta ormai la notte, solo la luna piena illuminava i loro passi disperati. Alle loro spalle si facevano sempre più forti i rumori dei soldati che, scoperta la morte del loro Conte, inseguivano la coppia, ben decisi a vendicarlo.

Rendendosi conto di non avere alcuno scampo, lui disse all’amata di nascondersi nel bosco, mentre lui avrebbe invece cercato rifugio tra le strade scoscese che portavano alla vetta di Monte Janara: si scambiarono un  lungo bacio appassionato, l’ultimo di cui le loro labbra avrebbero potuto godere, e poi si separarono.

Le guardie inseguirono il ragazzo e, sebbene avesse cercato di nascondersi, lo trovarono. Mentre gli trafiggevano il cuore proprio come lui aveva fatto con il Conte, con lo sguardo rivolto all’algida e distante luna lui gridò un nome: era quello della sua amata, che stravolta dalla disperazione capì in quel momento che non avrebbe mai più rivisto il suo amore.

Il fantasma innamorato di Monte Janara

Da allora si dice che, nelle notti di luna piena, il fantasma del povero ragazzo possa essere visto ancora vagare nei pressi di Valle Agricola, disperato e col viso rigato di lacrime, mentre, alzando gli occhi verso la luna, grida ancora una volta il nome del suo amore.

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